Silvio Berlusconi ha rassegnato le attese dimissioni da presidente del Consiglio questa sera nelle mani del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Lo ha annunciato il Quirinale in una nota.
Appena la notizia si è diffusa fuori dal palazzo del presidente della Repubblica, la folla che aspettava da alcune ore è scoppiata in un boato.
"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto oggi alle ore 21.00 al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi, il quale, essendosi concluso l'iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di stabilità e del bilancio di previsione dello Stato, ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto", dice la nota del Colle. Napolitano ha ringraziato Berlusconi per la collaborazione, "si è riservato di decidere ed ha invitato il Governo dimissionario a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti".
Le dimissioni di Berlusconi erano state annunciate la settimana scorsa proprio dal Quirinale, dopo che alla Camera il voto sul Resoconto generale dello Stato aveva avuto 308 voti, certificando la fine della maggioranza assoluta del governo di centrodestra.
Poi il presidente della Repubblica aveva ribadito di persona l'impegno del premier a lasciare, dopo che il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi aveva raggiunto picchi da record.
Le consultazioni del Quirinale cominceranno domani. L'unico nome sul tappeto per il prossimo governo è quello del neo-senatore a vita ed ex commissario europeo
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], a cui il Pdl ha già espresso un sì condizionato, per un governo tecnico che attui gli impegni assunti dall'Italia con l'Unione europea per risanare i conti.
Domani alle 9 Napolitano riceverà per primo il presidente del Senato Renato Schifani, seguito mezz'ora dopo da quello della Camera Gianfranco Fini.
Dopo una serie di formazioni minori, alle 11.30 al Colle salirà l'Italia dei Valori. Alle 12.30 toccherà alla lega Nord, poi al Terzo Polo. Alle 16.30 sarà la volta del Pd, mentre alle 17.15 il Pdl chiuderà la lista delle consultazioni, dice una nota del Quirinale.
I FISCHI A PALAZZO GRAZIOLI - La protesta spontanea, aizzata dal tam tam dei social network, è cominciata davanti alla residenza privata del Cavaliere, dove si è tenuto un vertice del Pdl alla presenza di Berlusconi e di tutti i maggiorenti del partito. Sul marciapiede dinanzi all'ingresso di Palazzo Grazioli si è radunato un centinaio di persone. Contenuti sul marciapiede dietro una lunga transenna, i contestatori hanno fischiato sonoramente ogni auto blu che conduceva all'interno del palazzo i vari ministri e capi corrente. All'arrivo di Berlusconi a Palazzo Chigi dopo la conclusione della seduta alla Camera il premier è stato accolto da fischi e cori: «Dimissioni, dimissioni». Ma non tutti si sono dimostrati disponibili a incassare fischi e insulti senza reagire. Maurizio Sacconi, accolto dal coro «a casa, ve ne dovete andare», ha mostrato ad esempio il dito medio ai manifestanti. Poi è stata la volta di Mara Carfagna e i cittadini le hanno urlato: «Vattene a casa». Lei ha replicato: «Ci stiamo andando, da domani sarete più felici». È giunto anche l'auto blu del ministro Raffaele Fitto che è sceso di corsa mentre i manifestanti gli hanno urlato: «Buffone, buffone, vattene». Infine uscendo, il governatore Formigoni, ha seguito l'esempio del ministro Sacconi utilizzando dito medio e corna per rispedire al mittente le offese dei manifestanti.
DELUSIONE - Silvio Berlusconi avrebbe confidato a persone a lui vicine di essere «dispiaciuto e amareggiato» per le contestazioni contro di lui e contro l'esecutivo iniziate nel pomeriggio sotto Palazzo Chigi e che sono proseguite sotto Palazzo Grazioli all'arrivo dei ministri per l'ufficio di presidenza del Pdl. Il premier è rimasto deluso anche dopo aver visto i contestatori all'opera nel tragitto in macchina da Palazzo Chigi a Palazzo Grazioli.