E’ oltremodo seccante parlar di certe cose e pure di una difficoltà incredibile, perchè l’argomento è delicato e proprio per questo facilmente equivocabile, fraintendibile.
Troppo passibile ad interpretazioni personali e d’ogni genere. Ma si è qui anche per questo, oltre che per prendersi responsabilità o eventuali.
Non ci piace questa continua aria di “Derby”, specie se in cose così delicate. Non ci piace questo continuo, almeno così parrebbe, equiparare tutto e tutti in una sorta di Derby continuo, ognuno schierato a difendere o almeno cercar di farlo, le “proprie” posizioni, specie se si trattasse di colori, di maglie, di Tifo.
Tutti si è utili se si fa qualcosa di utile agli e per gli altri. Che si arrivi ‘prima’ o ‘dopo’. E se c’è chi arriva prima, è arrivato prima, comunque non si capisce perchè lo si deva appaiare a chi è arrivato dopo. E viceversa.
Non ne abbia a male il Secolo XIX, ma non è colpa nostra se nel titolo si scrive “Telefonata di Sampdoria e Genoa a Mancini”. Soprattutto se poi si dice e conferma nel prosieguo dell’articolo che l’iniziativa è stata del Genoa. Questa come altre.
Piccolezze, forse pure notate da piccoli uomini quali forse siamo, ma riteniamo fosse più giusto quel mettere prima il Genoa e poi la Samp. Se non altro per semplice ordine alfabetico o di importanza di Campionato disputato.
I fatti dicono che se c’è stata una Società che per mano del suo Presidente e del suo DS per prima ha compiuto gesti significativi ed importanti a favore dei genovesi che son stati devastati da un disatro naturale, è ed è solo una.
I fatti dicono che solo dopo e con egual merito lo sottolineiamo si è accodata, se ne è accodata un’altra. Dopo.
E non a caso anche noi come Canale Genoa abbiamo dato grande risalto, importanza e pure grande apprezzamento ad un Comunicato di Tifosi. E non i nostri, non Genoani.
E forse non a caso, lì si trattava di Gente e non di presidenti o proprietari di squadre.
Ogni cosa fatta per portar conforto, sollievo e aiuto ad altri ha sempre grande valore. Ha lo stesso valore se pensata e realizzata prima come dopo, altri.
Ma è inequivocabile che ci sia sempre un ‘primo’ e un ‘secondo’.
E che si tenti o si faccia pensare che si è sempre alla pari, non lo apprezziamo granchè, specie se per motivi campalinistici, di Tifo o di altro..
E questo è “un vizio” che perdura da tempo se non da sempre qui a Genova, parlando di Stampa.
Pertanto ben venga qualsiasi evento al fine di raccogliere fondi che possano almeno in parte alleviare sofferenze e problemi di altri. Che si arrivi prima o dopo. Altri.
E pertanto ci sentiamo di dire che preferiremmo un Triangolare piuttosto che un incontro con il Manchester City con formazione mista indossando un’unica Maglia, sebbene quella di Genova.
Cosa che tra l’altro in noi Genoani evoca ricordi e sensazioni spiacevolissime e mai dimenticate e che mai potranno essere dimenticate.
Ognuno ha la sua Identità, il suo essere, il suo pensare e comportarsi, anche in situazioni difficili e delicate come questa. E senza offesa e col massimo rispetto, crediamo lo si sia pure dimostrato, sia stato dimostrato.
E parliamo di Società, non di Tifosi, di genovesi, di Gente.
Non ci piacciono questi continui esprimer Derby, specie se ‘accomunante’.
E per alleggerire un po’ non ci piace nemmeno l’ennesimo e continuo Derby, quello che più che Derby potrebbe essere definito come una “Guerra dei Roses”, pure ridicola e forse patetica, tra i nostri due maggiori Quotidiani.
Sembra si faccia a gara: se uno dice una cosa, l’altro subito smentisce in contemporanea e ne propone un’altra. E viceversa.
Basta “Derby”. Basta Guerre dei Roses.
Basta in nome di esso accomunar una e l’altra, gli uni e gli altri, per far “vincere” mai nessuno. Forse, per far sempre pareggiare.
Il Genoa Società attuale è il Genoa Società attuale. La Samp, idem.
E se proprio ci deve essere un Derby, che sia quello che da sempre amiamo e che ci piace di più: quello disputato sul prato del Ferraris, O Campo do Zena.
fonte: Antonio Traverso su
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