Leo Founder®


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 | Oggetto: La cintura di castità Sab 23 Apr 2011 - 7:55 | |
| LA CINTURA DI CASTITA' La cintura di castità appare per la prima volta nel XIV secolo in Italia. Utilizzata per proteggere dalle frequenti violenze, si rivelò uno strumento efficacissimo anche per coloro che temevano il tradimento delle “proprie” dame. La cintura di castità femminile aveva una struttura di metallo con due piccole aperture (una sulla parte anteriore e una su quella posteriore, entrambe orlate di spunzoni acuminati...) che permettevano le "non più normali" funzioni fisiologiche ma che, ovviamente, impedivano penetrazioni di qualsiasi tipo. Durante il medioevo l’imposizione della cintura di castità erano sinonimo di amore e fedeltà. Quando i crociati partivano per le loro scorribande in Terra Santa, lasciavano mogli e compagne “sotto chiave”. Le donzelle accettavano di buon grado,primo perché avevano i doppioni,poi perché potevano finalmente dedicarsi ai loro amanti indisturbate. Era comunque in voga accettare la tortura poiché era un gesto di profonda devozione e accettazione all’amore incondizionato del loro signore-padrone. Lui intanto se la faceva coi compagni, con tutte le altre donne che incontrava inclusi gli animali del serraglio. Di solito al suo rientro, il cavaliere, sempre che la donna non fosse morta di infezioni dovute a malattie varie, le trasmetteva anche tutte le malattie veneree collezionate in giro insieme ai trionfi militari. Il fiorentino Francesco da Carrara regalò la cintura di castità alla moglie infedele (da un documento del 1405): oggi quella cintura è conservata al Palazzo dei Dogi a Venezia. Lo scrittore medievale Goffredo di Vendôme addirittura scrisse una vera e propria invettiva contro le donne: “Maledetto sia questo sesso in cui non vi è né timore, né bontà, né amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amato di quando è odiato”. E questo la dice lunga sulla concezione medievale della donna: gli uomini di chiesa erano i primi a definire le donne "streghe, puttane, esseri posseduti dal demonio". La donna è pericolosa per sua natura, per la predisposizione al concepimento e soprattutto al piacere, quindi deve rimanere lontana dalla santità dei luoghi benedetti. Eleonora d'Aquitania, che fu moglie di Re Luigi VII di Francia, era l’esempio evidente della pericolosità della donna: donna intelligente e di forte carattere, dedita alla lussuria e ai piaceri del sesso più d’ogni altra donna, divenne emblema della lussuria e l’incarnazione del demonio. Di donne celebri, sagge, profondamente colte e che contemporaneamente non disdegnano i piaceri, ne è piena la storia.Di uomini con simili predisposizion, purtroppo se ne contano pochi. Questo è il dramma del maschio:ragionare troppo spesso col testosterone. Più tardi però, verso la fine del XIX secolo,nacque il modello da uomo, (forse inventato da una donna?), il cui scopo era principalmente quello di scoraggiare la masturbazione, pratica che conduceva alla cecità e alla pazzia. Oggi assistiamo al revival della cintura di castità per pratiche sadomaso, ma anche per la carica simbolica che quest’oggetto evoca: amore e fedeltà, senso di possesso condiviso e rievocazione di un tempo in cui bastava proprio poco per essere parte della persona amata. Fonte: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] |
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