Oggi, 11 aprile 2011, è il 41° anniversario del lancio dell' Apollo 13, la missione lunare che ha tenuto il mondo col fiato sospeso per via dell'incredibile lotta per la sopravvivenza che il suo equipaggio, composto da james A. Lovell, John L. Swigert e Fred W. Haise, fu costretto ad affrontare.
Alle 13.13 dell' 11 Aprile 1970, il razzo Saturn V SA-508 partì dal Kennedy Space Center in Florida, e la missione Apollo 13 ebbe inizio. Trasportava il modulo Aquarius, che avrebbe in seguito giocato un ruolo fondamentale nel mantenere in vita l'equipaggio. La missione Apollo 13 era diretta verso la formazione di Fra Mauro, nei pressi del cratere di Fra Mauro, del diameteo di 80 km. La missione fu importante anche per il primo esperimento del suo genere, il Saturn-Crash, che fece schiantare il terzo stadio del razzo Saturn sulla Luna a circa 120 km dal punto di allunaggio previsto per il modulo lunare.
Fin dall'inizio la missione Apollo 13 riportò diversi malfunzionamenti:
- Durante la spinta del secondo stadio, il motore centrale si spense due minuti prima - I quattro motori esterni funzionarono più del necessario per compensare la spinta persa dal malfunzionamento del motore centrale
Sulla rotta per la Luna, ecco che si verifica il guasto che ha reso famosa l'epopea dell' Apollo 13: il secondo serbatoio di ossigeno del Modulo di Servizio subisce una rottura durante un rimescolamento, che causò una grave perdita di ossigeno. Dato che l'ossigeno non era solo utilizzato per l'atmosfera del modulo ma anche per le celle a combustibile idrogeno-ossigeno e per l'acqua, l'equipaggio si vide costretto ad abbandonare il Modulo di Servizio per trasferirsi sul Modulo Lunare, ed abbandonare definitivamente l'allunaggio.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Una veduta del Modulo di Servizio danneggiato
Il Modulo Lunare era stato progettato per consentire la sopravvivenza di due persone per due giorni, non per tre persone per quattro giorni. La necessità di effettuare una mezza orbita attorno alla Luna rese quindi necessario trovare soluzioni estreme per la sopravvivenza dell'equipaggio. Dato che l'energia elettrica del Modulo Lunare Aquarius era fornita da batterie argento-zinco, le risorse elettriche erano estremamente limitate, e per non prosciugare tutta l'energia necessaria per le manovre di rientro il consumo di energia del modulo venne ridotto al minimo indispensabile. Si sarebbe poi utilizzata la capsula Apollo per il rientro nell'atmosfera.
Altro problema era la rimozione dell'anidride carbonica, che avrebbe presto intossicato ed ucciso i membri dell'equipaggio. I filtri del Modulo Lunare non erano sufficienti per la sopravvivenza delle tre persone intrappolate al suo interno, e quelli funzionanti del Modulo di Servizio erano inutilizzabili per via della forma differente da quelli del Modulo Lunare. Il controllo di terra effettuò diverse simulazioni fino a trovare la soluzione al problema utilizzando materiali di recupero disponibili nella navetta ed i filtri del Modulo di Servizio.
Ed ecco un altro problema: la temperatura del modulo inizia ad abbassarsi, per via del fatto che tutti i sistemi non indispensabili sono stati spenti e che il modulo è stato progettato per mantenere una determinata temperatura con tutti i sistemi accesi ed operativi. L'acqua iniziò a condensarsi, e la paura principale fu che avrebbe potuto causare dei corto circuiti quando si fosse reso necessario accendere nuovamente la strumentazione.
Il 17 aprile 1970 dopo una lunga ansia a causa della prolungata interruzione del contatto via radio durante la fase di rientro (di norma tale fase non superava i 3 minuti per l’Apollo 13 durò oltre 6 minuti), alle ore 13:07, l’Apollo 13 ammarò sano e salvo nelle acque dell’Oceano Pacifico. L’equipaggio venne recuperato e portato a bordo della portaerei USS Iwo Jima.Il mondo rimase col fiato sospeso per più di tre minuti oltre ai tre previsti per il black-out delle comunicazioni.
L'odissea dell' Apollo 13 è stata raccontata nel film del 1995 "Apollo 13", diretto da Ron Howard (il Ricky Cunningam di Happy Days) ed interpretato da Tom Hanks, Bill Paxton, Kevin Bacon, Ed Harris, Gary Sinise ed il fratello di Howard, Clint, in una piccola parte come membro del controllo di terra. Sebbene il film si conceda delle licenze sulla vicenda, può essere considerato sostanzialmente aderente ai fatti, anche se non mancano inaccuratezze tecniche come quella relativa alla frase "Houston, we have a problem", che in realtà è stata "Houston, we've had a problem here".