Leo Founder®


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 | Oggetto: La “Yakuza” Dom 27 Mar 2011 - 16:16 | |
| Un esercito di 110.000mila uomini, presenti oltre che in Giappone, negli Usa (California e Hawaii), nell'America del Sud, in Europa, nelle Filippine, nel sud-est asiatico ed in Australia (Queensland), con un giro d'affari annuo stimato in quasi 1.500 miliardi di yen, circa 22mila miliardi di lire. Da secoli la Yakuza domina il Sol Levante, graziata da un'impunità che ha permesso la sua crescita incontrollabile.
Riassumere cosa rappresenta la Yakuza per il Giappone è un'impresa ardua, soprattutto se si ha a disposizione un solo post del blog. Qui sotto riporterò solo alcune delle informazioni utili a capire il mondo della Yakuza, cercando di focalizzarmi sugli aspetti che la rendono una sorta di "mafia atipica", ed un fenomeno tipicamente giapponese nella sua forma.
L'origine della Yakuza è un argomento abbastanza controverso. Alcuni ritengono che i membri della Yakuza derivino dai kabuki-mono, [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] del XVII° secolo al servizio dello Shogun che, durante l'era Tokugawa (uno dei periodi più pacifici della storia del Giappone), divennero ronin, coalizzandosi in comunità dedite alla gestione del gioco d'azzardo e a diverse attività di racket.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]Raffigurazione di un Samurai tatuato
Ma i membri della Yakuza moderna rifiutano queste origini, proclamandosi discendenti di "servitori della città" (machi-yokko), eroi a difesa dei poveri e dei contadini durante il medioevo giapponese. Qualunque sia l'origine della Yakuza, tuttavia, questa organizzazione criminale è ramificata a tal punto in Giappone da controllare diversi aspetti della vita sociale ed economica del Paese.
Occorre inoltre tenere in considerazione che la Yakuza è stata utilizzata più volte da governi stranieri e dallo stesso governo Giapponese per attività sporche. Il primo padrino moderno, [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], si occupò di spionaggio e di traffico di materiali (da minerali a droga) da e verso la Cina per conto del governo giapponese, tanto da guadagnarsi il rango di ammiraglio. Kodama inoltre venne ingaggiato dalla CIA in più di un'occasione, vista la sua avversione nei confronti del comunismo.
Per non parlare delle multinazionali e delle aziende giapponesi, che fanno spesso affidameno sulla Yakuza per ottenere nuove aree di influenza. Un esempio è lo [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] del 1976, quando Kodama venne pagato due milioni di dollari per influenzare il mercato giapponese degli aerei e cacciare la McDonnell-Douglas e la Boeing a favore della Lockheed.
La Yakuza si divide in tre categorie generali:
• Tekiya: venditori ambulanti, le cui radici si fanno risalire al XVIII° secolo. Erano essenzialmente i venditori di "olio di serpente" delle zone rurali e del mercato nero, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
• Bakuto: i bakuto sono i gestori del gioco d'azzardo. Inizialmente itineranti, si occupavano del gioco dei dati e dell' hanafuda, una collezione di carte utilizzata per diversi giochi. La tradizione dei membri della Yakuza di ricoprire il proprio corpo con elaborati tatuaggi (irezumi) deriverebbe proprio dai bakuto. I tatuaggi irezumi sono ancora oggi eseguiti secondo un metodo manuale attraverso aghi di acciaio o di bambù, una procedura dolorosa e lunga che può richiedere anni per essere completata.
• Gurentai: i gurentai sono criminali che seguono la scia dei gangster occidentali, principalmente dediti all'estorsione ed alle minacce. Hanno portato la malavita giapponese ad un nuovo livello di violenza, introducendo l'uso di armi da fuoco durante il secondo conflitto mondiale.
Un membro della Yakuza è ben fiero di essere un considerato un "reietto". Yakuza infatti deriva da un dialetto regionale, ed ha questo significato:
---• "ya": numero 8
---• "ku": numero 9
---• "sa": numero 3
Numeri che, se sommati, danno 20, il numero di una mano perdente in uno dei giochi dell'[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link].
In epoca moderna la Yakuza ha esteso il suo ventaglio di attività illegali portandosi ben oltre il gioco d'azzardo e l'estorsione. Gestisce la prostituzione (attività chiamata "vendere la primavera") grazie ad un traffico di schiave del sesso provenienti dalla Cina e da altri Paesi asiatici come Filippine e Thailandia. La Yakuza è anche in grado di fornire armi in Paese con una rigidissima e severa legislazione in merito agli armamenti. La Yakuza è anche specializzata nella produzione di metanfetamina, una delle droghe più diffuse in Giappone e utilizzata come moneta per ottenere prostitute e armi da fuoco.
In Giappone, la Yakuza può contare su un esercito di oltre 110.000 membri, suddivisi in 2.500 famiglie. Ci sono anche presenze all'estero, ma limitate rispetto agli imponenti numeri giapponesi. Durante la Seconda Guerra Mondiale tuttavia la Yakuza era molto più numerosa: oltre 180.000 membri, suddivisi in 5.200 tra famiglie e bande, più numerosi dello stesso esercito giapponese. Questo enorme numero di criminali fece scatenare una guerra per il territorio in diverse regioni del Giappone, fino a quando [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], considerato il primo padrino del XX° secolo, riuscì a portare la pace. Yoshio Kodama è considerato il "guru" della mafia giapponese. Ultranazionalista (ha fatto parte del gruppo Kenkoku-kai), a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta lavorò nei servizi segreti per conto del governo, occupandosi prevalentemente dell'Est asiatico. Alla fine della guerra, congedatosi col grado di ammiraglio (un alto rango per un uomo di soli 34 anni), venne nominato consulente del primo ministro. Durante l'occupazione americana venne arrestato perché considerato un uomo pericoloso a causa delle sue idee ultranazionaliste. Barattata la libertà con gli americani, entrò a far parte di un nucleo speciale di intelligence (G-2). Dai servizi segreti alla Yakuza. Agli inizi degli anni Sessanta propose alle cosche giapponesi, coinvolte da tempo in una guerra sanguinose, una grande alleanza. La prima nella storia della mafia giapponese. Fu uno dei più grossi faccendieri e mediatori giapponese. Fu considerato il trait d'union tra la Yakuza e gli ambienti della finanza e della politica. Venne coinvolto anche nello scandalo Lockheed, ma morì prima della fine dell'inchiesta. Stroncato da un infarto nel 1981, è stato l'unico capace di mettere d'accordo le varie anime della Yakuza. Sotto la sua influenza, boss rivali come Kazao Taoka, l'oyabun della Yamaguchi-gumi, e Hisayuki Machii, il coreano a ca-po della Tosei-kai, si sono stretti la mano. A lui si deve anche la tregua tra la stessa Yamaguchi-gumi da una parte e la Inagawa-kai ed i Kanto dall'altra. ..:::.. STRUTTURA DELLA YAKUZA ..:::.. La struttura della Yakuza è rigidamente piramidale, con un patriarca in cima ed una serie di sottoposti di diverso rango, anche se ci sono differenze con la struttura di un'organizzazione mafiosa tradizionale.
In cima a tutti c'è l'oyabun (padrino), considerato come un vero e proprio padre. Tutto si regge sulla relazione tra oyabun e kobun ("figlio"), relazione che un membro della Yakuza deve accettare completamente come stile di vita, offrendo la propria lealtà incondizionata e obbedienza cieca. In cambio, il kobun riceverà protezione e favori. Il rapporto oyabun-kogun è talmente vincolante da costringere i membri della Yakuza a tagliare i ponti con le loro famiglie, e a dare priorità su tutto, vita privata compresa, a qualunque ordine venga impartito dai loro superiori.
Immediatamente sotto all'oyabun nella scala gerarchica c'è il saiko-komon, il consigliere anziano, ed il so-honbucho, che può essere considerato un "capo operativo". Proseguendo verso il basso ci sono i wakagashira ("numero due"), capo regionale responsabile per un vasto numero di bande. Il wakagashira è assistito dal fuku-honbucho, responsabile di una parte delle bande sotto la tutela del suo superiore. Il fuku-honbucho a sua volta è assistito a shateigashira. Scendendo ancora, ci sono gli shatei ("giovani fratelli"), i wakashu ("leader giovani"), fino ad arrivare ai membri di rango più basso, esecutori materiali di qualunque ordine venga impartito.
Il problema della presentazione è simile a quello della mafia siciliana. La Yakuza ha una forma del tutto particolare di saluto e di riconoscimento. Quando due membri della yakuza si incontrano per la prima volta, ciascuno di essi assume una posizione particolare: facendo un piccolo passo avanti, piegando le gambe, posando il pugno sulla coscia destra e stendendo il braccio sinistro, il primo recita il suo luogo d'origine, quello della sua residenza attuale, il nome proprio e quello del suo oyabun in un linguaggio arcaico e ampolloso; al termine lo stesso saluto è ripetuto dal secondo (Iwai 1986, pag. 223, citato in La mafia siciliana di Diego Gambetta, Einaudi Paperbacks, Torino, 1992). Secondo Iwai questo rito è stato mutuato dagli artigiani del Giappone medievale.. Come la mafia, la yakuza ha un rituale parsimonioso: "Riso, pesce, sale e sakè sono posti nella nicchia dell'altare scintoista quando inizia la cerimonia. L'oyabun (capo) prima beve poi volge la sua tazza al kobun (novizio). Il kobun che sta per essere ammesso nell'organizzazione beve dalla stessa tazza (Iwai 1986, pag. 215). Quindi il torimochinin (l'organizzatore dell'incontro) ammonisce circa i solenni doveri del kobun: "Finchè tu tieni questa tazza, dovrai essere leale alla ikka e servire il tuo oyabun con pietà filiale. Anche se tua moglie e i tuoi figli muoiono di fame, tu devi lavorare per l'oyabun e per la ikka a rischio della tua vita. Il tuo dovere è ora di vivere con questa parentela per tutta la vita. Considera il tuo oyabun come il tuo padreterno. Non temere l'acqua o il fuoco e offriti spontaneamente per assumerti ogni compito difficile (Iwai 1986, p. 215). Quando un adepto raggiunge un certo status nella gerarchia ottiene il permesso di iniziare i suoi propri affiliati e diventare un piccolo capo. Egli annuncia il nome della sua nuova famiglia e, a seconda del suo prestigio, gli è concesso di chiamarsi capo di una "famiglia succursale" oppure di una "famiglia indipendente"; inoltre "i capi più deboli, di famiglie meno potenti, sono costantemente alla ricerca di occasioni per stringere alleanze con i capi più potenti al fine di procurarsi sicurezza e accrescere lo status e il potere delle lor famiglie". La Ikka, o famiglia, ha un nome proprio come Sumiyoshi-ikka a Tokio che diventa un simbolo del potere e dell'autorità del gruppo.
Come è stato precedentemente detto, l'ingresso nella Yakuza comporta lealtà assoluta e cieca obbedienza. Per aver offeso il boss con un fallimento, la pena è l'amputazione (yubizume) dell'ultima falange del dito mignolo. In caso di seconda offesa, viene tagliata la seconda falange, e si prosegue in questo modo, cambiando dito se necessario. L'origine di questa pratica deriva dal fatto che la rimozione delle falangi del mignolo avrebbe indebolito un samurai che impugnava la spada, dato che il mignolo gioca un ruolo fondamentale nel corretto uso della [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. Questo avrebbe reso il samurai ancora più dipendente dalla protezione del suo padrone. I metodi si fanno ovviamente più brutali se l'offesa recata all'oyabun è di entità più grande, fino ad arrivare al [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] che salva l'onore (Seppuku), o all'omicidio messo in atto da sicari.[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]L'emblema della Yamaguchi-gumi Tra le centinaia di famiglie appartenenti alla Yakuza, alcune si distinguono per importanza e vastità:
• Yamaguchi-gumi: è [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], che conta circa il 50% di tutti gli appartenenti alla Yakuza del Paese (55.000 membri divisi in 850 clan). Fondata nel 1915, è in continua crescita, e dal suo quartier generale a Kobe dirige diverse attività criminali in tutto il Giappone, ed anche fuori dal Paese.
• Sumiyoshi-rengo: la seconda famiglia Yakuza per numero di membri (circa 20.000 in 277 clan). E' una confederazione di famiglie yakuza più piccole rette da un oyabun comune (attualmente è Shigeo Nishiguchi), e questa struttura rende la catena di comando meno rigida.
• Inagawa-kai: terza famiglia per numero di membri (15.000 in 313 clan), con base a Tokyo, nell'area di Yokohama. E' stata una delle prime famiglie a fare affari internazionali.
• Toua Yuai Jigyo Kumiai: fondata nel 1948 da Hisayuki Machii, di origine coreana, è uno dei gruppi più influenti a Tokyo. E' principalmente composta da membri di origini coreane, per un totale di 5.400 elementi suddivisi in 10 clan.
Ecco un documentario di circa 20 minuti realizzato dalla ABC Australia sulla Yakuza (in inglese, con sottotitoli in inglese): [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
La regola dell'omertà in Giappone non è così rispettata come in Italia, infatti quando uno yakuza viene arrestato spesso confessa il nome della famiglia a cui appartiene, le sue dimensioni ecc. Per questo le statistiche delle autorità investigative sul fenomeno presentano cifre alquanto precise. In Giappone non esistono leggi contro l'associazione a delinquere. Quindi anche se si confessa di appartenere ad una banda non si viene perseguiti per il semplice fatto di essere affiliati. Nel 1986 un rapporto della commissione presidenziale statunitense sul crimine organizzato afferma che "probabilmente la yakuza giapponese è la più grande organizzazione criminale al mondo".
Nel 1991 il governo di Tokyo promulgò la legge anti-bōryokudan con misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, questa legge è considerata molto mite ciònonostante ha consentito l'espulsione delle bande criminali da specifici enti non a scopo di lucro e da lavori pubblici. Nel 1999 è stata promulgata la legge sulle pene contro il crimine organizzato, essa inasprisce le pene relative ai crimini perpetrati in modo organizzato, punisce l'occultamente e la ricezione di proventi da attività criminose prevedendo la confisca o la tassazione di tali proventi. Il parlamento giapponese ha in discussione un disegno di legge per introdurre il reato di associazione a delinquere, parte dell'opinione pubblica è però contraria a questo disegno di legge, sostenendo che non si può punire un reato che non è stato ancora attuato e inoltre si teme che l'introduzione di questo reato violi il diritto alla libertà di associazione garantito dalla costituzione. Un altra tesi del perchè l'associazione a delinquere non sia reato in Giappone è quella secondo cui il governo conservatore giapponese è legato nell'ombra ai gruppi criminali organizzati e che in occasione delle elezioni riceve da loro un forte appoggio. Quale che sia la ragione, le probabilità di introdurre per legge il reato di associazione a delinquere sono per il momento quasi inesistenti. La Yakuza gode anche dell'appoggio di molti giapponesi che vedono in essa dei protettori su cui fare affidamento, nonostante numerose campagne di sensibilizzazione da parte del governo nipponico. Per questo i suoi adepti circolano tranquillamente con abiti prestigiosi a bordo di auto lussuose, mostrano con disinvoltura il loro biglietto da visita e si riuniscono in eleganti edifici ove è facilmente visibile il loro logo. A causa di ciò, le forze dell'ordine giapponesi trovano numerose difficoltà nel fermare l'organizzazione. Fonte: miste |
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