Comanda Genova. Almeno nel calcio. I tifosi possono stropicciarsi gli occhi senza timore di svegliarsi, non è un sogno, è l´inebriante realtà, dopo 2 turni di campionato. Vivono in una città prima in classifica, almeno dove c´è un pallone che rotola. Genoa e Samp a punteggio pieno, davanti a tutti, a braccetto, in serie A. Non accadeva dal 1946, 63 anni fa, una vita, il ricordo degli scudetti rossoblù ancora fresco, i blucerchiati appena nati. Un risultato che si perde nella notte dei tempi e che rende questa impresa storica. D´accordo, sono passate appena due giornate, il futuro probabilmente stravolgerà questo exploit, ma intanto ora c´è la sosta per la nazionale e i tifosi hanno tutto il tempo per godersi questo avvio di stagione straordinario (il Genoa in conto mette anche il passaggio del turno in Europa). Un traguardo parziale, ma che premia l´eccezionale lavoro delle due società, dei suoi due presidenti per carattere così agli antipodi, il vulcanico Preziosi, l´oculato e pragmatico Garrone, dei suoi fidati collaboratori, Fabrizio, il figlio del numero uno rossoblù, Marotta, il dirigente che tutte le società calcistiche italiane vorrebbero. Due politiche gestionali diverse, ma che portano all´identico risultato. Preziosi che investe, vende i pezzi migliori (Milito, Thiago Motta) e ne compra subito di altrettanto bravi, Garrone che non perde mai di vista il bilancio, ma blinda i suoi gioielli (Cassano, Pazzini, Palombo) e a fari spenti cambia (rinforzandola assai) mezza squadra. Genoa e Samp, un modello da seguire. Anche perché poi ci sono gli attori in campo, il mostruoso Cassano, o in panchina, il Gasperini che ogni squadra ingaggerebbe.