D'accordo che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, ma quelli che fanno tante divagazioni sui risultati delle partite giocate contro gli "erroneamente ritenuti genovesi", dovrebbero anche tenere conto degli incontri ante 1946/47, ed allora tante statistiche salterebbero come tappi.
Così, tanto per dire, gli scontri con loro quando si chiamavano Liguria, sono gli unici a denunciare una differenza non abissale, visto che ci furono 9 vittorie per noi, 2 pareggi e 5 sconfitte.
Ma con la Sampierdarenese (9 vinte, 3 pari, 1 persa ), e con l'Andrea Doria (28,10,7), proprio non c'erano partite.
In tutto questo girotondo d'incontri, ve ne fu uno che segnò la memoria di un'intera generazione.
Non ci si può che riferire alla partita disputatasi il 10 maggio 1942, allo stadio Littorio di Cornigliano.
In quell'anno, fra i tanti che hanno cambiato, giocano con il nome di Liguria e l'andamento è questo : al 1° segna per loro Alghisi, al 19° pareggia per noi Trevisan, al 20° e 23° Borrini e Pisano li portano sul 3 a 1 e con tale risultato si va al riposo, convinti che la partita fosse ormai chiusa.
Ma nel finale del secondo tempo, nel giro di dodici minuti, cambia tutto.
Evidentemente sono scoppiati, e così Neri al 28°, ed Ispiro con una doppietta al 29° ed al 40°, li fanno secchi.
Al 90° è 4 a 3 per noi!
E tuttto ciò avendo disputato tutto il secondo tempo in dieci, perchè l'arbitro Bertoglio di Torino aveva pensato bene di espellere Trevisan.
Lo storico Edilio Pesce accreditava il merito di aver scosso la squadra, nell'intervallo, al grande cuore di Tojo Sardelli, che dopo gli aveva così confidato :"Un ricordo eccezionale, forse il più bello della mia lunga carriera in rossoblu, in dieci, ma anche se fossimo stati in nove od in otto, a quel punto nessuno avrebbe potuto fermarci.Eravamo non solo "GRIFONI", ma leoni, e rovesciammo il risultato spronati dal nostro orgoglio di essere il GENOA".
Quel giorno c'era anche Fulvio Cerofolini, destinato a diventare uno dei grandi sindaci della Genova del dopoguerra, che così ricorda :"Fu anche la mia prima partita in "trasferta", perchè Cornigliano era da considerarsi fuori casa.Ed il ritorno fu anche a piedi per chilometri.Allora, per i tredicenni come me, era una passeggiata, e mi incamminai con mio fratello Riccardo verso San Fruttuoso, dove allora abitavamo.Mi pare ancora di rivedere la lunga fila di noi Genoani, con canti e bandiere al vento, attraversare tutta Sampierdarena tra gli sguardi infastiditi e malinconici dei tifosi locali".
Per finire, sapete cosa pensavano i nostri baldi avversari nell'intervallo della partita?
Ce lo racconta ancora l'ex sindaco Cerofolini, che tanti anni dopo raccolse le confidenze di uno di loro, il bravo D'Alconzo.
Sul 3 a 1 ed in undici contro dieci, disquisivano già su come impiegare il premio partita che gli avevano promesso!
Piero Campodonico, tratto dal libro "101 motivi per odiare la sampdoria e tifare il Genoa".