Inutile a parer mio e in questo momento fare analisi tecniche, dar voti e giudizi su cosa e chi non va.
Troppi sono i pareri, troppi sono i modi con cui ognuno di noi “vede” le cose del calcio, i suoi protagonisti, i rimedi e le correzioni da porre. Anche perchè ho la convinzione che il “miglior” Tifoso, gornalisti compresi, ne sappia e ne capisca sempre molto meno di qualsiasi allenatore professionista.
Per cui non mi sento adesso di dar giudizi, nè tantomeno suggerimenti a qualcuno, qualcuno che tra l’altro è ben più cosciente e sapiente di me. Di noi tutti, oserei dire.
E allora mi piacerebbe che si incominciasse a dire e a scrivere di più su cosa andrebbe fatto, su quali sono i modi migliori per tenere botta e cercare di risollevare la situazione, una situazione che non è di sicuro tragica e nemmeno a parer mio potrebbe diventarlo, ma che oggettivamente non è di certo serena e che permette le migliori prestazioni possibili.
Adesso è il momento di lasciar da parte quella “voglia” di criticare e di prendersela sempre con qualcuno che sembra essere così tanto cara ai genovesi, specie se Genoani.
Adesso è il momento di tamponare e di ricostruire, non di sfasciare definitivamente.
A me sinceramente e senza offesa alcuna mi fanno sempre un po’ sorridere coloro che imputano la mancanza di risultati a chi non è sempre con le armi spianate, specie se ad altezza d’uomo. Pensano davvero che la Società, qualsiasi Società di Calcio, soprattutto seria, basi le proprie scelte in base a quello che pensano, piace, decidono i Tifosi?
Dai non scherziamo. E cerchiamo di non sembrare troppo ridicoli. Una Società opera e compie scelte in base alle proprie convinzioni, ai propri intendimenti e per me è persino ridicolo doverlo dire, pensate scrivere.
E credo che nessuna Società abbia in animo suo di compierne per peggiorare le cose o fare male.
Le scelte possono solo rivelarsi azzeccate o errate. Su questo eventualmente si può discutere.
Ma ci sono momenti e momenti per farlo. Questo non lo è.
Questo è solo il momento di cercare di stringersi il più possibile attorno ai protagonisti, per permettergli così di uscire dalle difficoltà nel modo migliore. Pertanto, davvero, basta alle critiche impietose, basta a quella voglia quasi masochistica di girar coltelli nelle piaghe.
Basta a quel “sentirsi vivi” per via di dimostrare tesi più o meno giuste, più o meno sentite e che sembrano aumentare a dismisura il proprio Ego e il proprio essere consapevoli di saperne o di averne saputo più di tutti.
Fosse anche vero.
A me sinceramente importa nulla di sapere e di sentire che quello aveva ragione o quell’altro lo “dice da tempo”.
Non mi interessa, niente, di sentire giornalisti, opinionisti, Tifosi, dar le proprie ricette e soprattutto accanirsi contro qualcuno o qualcosa.
Ora c’è da cercare di salvare e nel modo migliore possibile tutta quanta la “baracca”, che oltretutto è per nulla baracca, ma appartamento di livello e pure in zona residenziale.
Chi non se la sente, a parer mio, farebbe bene e meglio a ritirarsi, a smetterla per almeno qualche mese.
Non si fa il Bene del Genoa così, e neppure serve a qualcosa di propositivo.
Io davvero capisco poco questo atteggiamento, come capisco zero quei Genoani che lo attuano andando pure in trasferta. Se il gesto di seguire la squadra macinando chilometri e con mille difficoltà è gesto apprezzabile, onorevole e pienamente condiviso, diventa demenziale nel momento in cui serve a dar sfogo a proprie frustrazioni o incavolatiure anche condivisibili. Perchè annulla l’intendimento e lo scopo iniziale. Diventa un “nonsense”.
Chi vuol davvero bene al Genoa, per me, lasci a casa questo modo di ragionare. E al limite, lasci a casa anche se stesso.
Quando il Gioco si fa duro, diceva qualcuno, i Duri cominciano a giocare.
Ci sono giochi che non sono per tutti.
Forza Ragazzi.
E Vamos Genoa.
fonte: Antonio Traverso,
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