Shamrock Vip


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 | Oggetto: Un secolo di Marassi 2 Dom 23 Gen 2011 - 1:08 | |
| Seconda parte Era il prato migliore d'Europa. Poi nel Novanta arrivarono le riprese televisive da una porta all'altra, e allora via la gobba. Adesso rizollano ogni due mesi e nessuno è mai contento. Ci avevano seppellito due medaglie, sotto terra, una d'argento e l'altra d'oro. Quando hanno rifatto il terreno non c'erano più. Qui hanno giocato due Mondiali di calcio. Marcò pure Leonidas, che "segnava gol così belli che anche i portieri si rialzavano per congratularsi". Narrano che tutte le notti i fantasmi dei campioni scomparsi provino e riprovino le azioni sbagliate quando erano in vita, fino a quando la palla non entra in rete. E non mancano gli Ufo, naturalmente: per anni i giardinieri hanno trovato delle misteriose macchie d'erba bruciata a forma di cerchio. Qualcuno sostiene che siano le pipì dei gatti randagi del quartiere, ma non è mai stato provato. Luigi Ferraris era il centromediano del vecchio Genoa, quello che vinceva tutti gli scudetti. Morì nella Grande Guerra insieme ad altri 25 soci del club (tra gli altri, il terzino Casanova e il leggendario dottor James Spensley, icona rossoblù). Sarà anche per questo che i tifosi del Grifone si sentono i soli padroni di casa. Ma in questo stadio la Samp ci ha vinto un campionato con Vialli e Mancini. E poi qui ci giocava già l'Andrea Doria all'inizio del secolo scorso, in un campo che correva accanto a quello del Genoa: la Cajenna, lo chiamavano. Da alcuni mesi l'amministrazione comunale genovese ha deciso per il restyling della struttura: insieme agli incontri di calcio tornerà ad ospitare concerti musicali ma anche pièces teatrali, un museo del football su tre piani e convegni. In autunno è stato celebrato il primo matrimonio con foto di rito sul prato. Lo sposo era genoano, la sposa blucerchiata. Hanno pagato seicento euro. "Deve essere un luogo di incontro, di socializzazione: una pagina del passato, del presente e del futuro, a disposizione della città e dei turisti", spiega l'assessore allo sport Stefano Anzalone. Domani sono in programma delle visite guidate per le scuole con visite alle gradinate, spogliatoi, al laboratorio agronomo e proiezione di un video sulla storia del Tempio. Sabato, per festeggiare il centenario, porte aperte al pubblico. I superstiziosi tirano un sospiro di sollievo: avrà termine anche la "maledizione della vecchia", l'anatema dell'anziana proprietaria di un piccolo orto che cent'anni fa fu espropriato per completare la costruzione del campo da gioco. Marassi domenica ospiterà un delicato Sampdoria-Juventus: "Mi accontenterei di celebrare con una vittoria", taglia corto il presidente Riccardo Garrone, che non ha mai nascosto il desiderio di costruire un nuovo stadio genovese, tutto blucerchiato. Ivan il Nero è l'ultrà serbo che in occasione delle qualificazioni europee ha sfondato a sprangate le vetrate, sradicato seggiolini, imbrattato muri, s'è arrampicato sulle barriere di recinzione e ha tagliato le reti a colpi di cesoia. Non lo sapeva, d'essere a cavalcioni della storia. Il marchese Musso Piantelli, nobile membro del Genoa Cricket and Football Club, è quello che cent'anni fa mise a disposizione un terreno davanti alla sua villa cinquecentesca, di solito lasciato ai cavalli del maneggio. Dicono che da allora tutti, ronzini e fuoriclasse, abbiano sempre corso liberi. E felici. fonte: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] |
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