Afrodite Moderatrice


Numero di messaggi: 411 Età: 40 Città: Lentini
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 | Oggetto: Nutella una passione divorante, tra storia e leggenda Ven 5 Nov 2010 - 19:59 | |
| Nutella una passione divorante, tra storia e leggenda Chi di noi da bambini non si è mai fatto sorprendere,dalla mamma o dalla nonna con il barattolo della nutella accanto ed un cucchiaino sporco nelle mani segno della nostra colpevolezza di golosità?Penso che molti di noi siamo stati beccati nel momento flagrante,cercando invano di toglierci dalla faccia ogni traccia di nutella per non farci rimproverare e alla fine,per evitare la punizione,ne offrivamo un po' anche a loro e tutto finiva in baci e abbracci!Ebbene si,la Nutella fa parte della nostra vita quotidiana,con il suo dolce sapore,la sua cremosità e sopratutto il suo odore di nocciola fa si che sia molto amata da grandi e piccini.La Nutella è una delle invenzioni italiane di maggior successo, con una diffusione mondiale.La nascita ufficiale è collocata nel 1964 alla Ferrero di Alba, ma le origini risalgono al primo dopoguerra. In quegli anni in Piemonte era andato diffondendosi il cioccolato gianduia contenente pasta di nocciole, divenuto di uso comune dopo l’introduzione di pesanti tasse sull’importazione dei semi di cacao: il gianduia rappresentava l’alternativa economica al cioccolato convenzionale.Nella pasticceria Ferrero di Alba, mastro Pietro Ferrero lavorava alla creazione di prodotti derivati dal gianduia per offrire qualcosa di nuovo ai propri clienti. Qui l’intuizione di amalgamare il gianduia con il burro di cocco, per ottenere una crema da versare in stampi rettangolari e da raffreddare. I panetti risultanti erano venduti a fette.Il primo nome dato al dolce fu “Giandujot”.Ne seguì l’idea di creare mono-porzioni a quadrattino, i famosi “cremini”.Giandujot Cremini Nel 1951, sulla base degli stessi ingredienti, nacque la Supercrema, venduta in barattoli. La leggenda attribuisce l’origine alla difficoltà di mantenere intatto il Giandujot nei magazzini della Ferrero nel periodo estivo e la necessità di recuperare il prodotto sciolto in barattoli.La Supercrema deve il successo alla bontà e alla economicità: era uno dei prodotti a base di cioccolato più economici del tempo.Supercrema Nel 1963 Michele Ferrero, figlio di Pietro, rinnovò la Supercrema per renderla commercializzabile in tutta Europa. Venne migliorata la composizione e vennero studiati un nuovo marchio e un nuovo packaging. Il nome scelto per la commercializzazione fu Nutella da “nut”, nocciola in inglese, e venne creato il logo dalla N grande e nera e dalla scritta rossa.Il 20 aprile 1964 uscì dalla fabbrica di Alba il primo barattolo di Nutella. Il successo fu immediato!Marchio e formula segreta sono rimasti pressoché immutati fino ad oggi. La Nutella, come la barretta Kinder, sembra essere irrinnovabile, sinonimo di infanzia felice per i bambini di ieri e di oggi.L’attaccamento al prodotto è emerso anche lo scorso giugno, dopo le polemiche seguite all’estensione al prodotto della normativa sull’obbligatorietà di indicazione dell’avviso di “migliore profilo nutrizionale”, normativa europea voluta per migliorare l’informazione sui prodotti ad elevato contenuto di grassi e zuccheri e prevenire l’obesità. Ne è nato un comitato “Giù le mai dalla Nutella” promosso dal vicepresidente della Ferrero Fulci e sostenuto dalla regione Piemonte e dal Ministro per le Politiche Europee Ronchi.La forza del prodotto sta nella sua riconoscibilità: nonostante diverse imitazioni, nonostante diverse alternative proposte dalla concorrenza, la Nutella è in tutta Europa sinonimo di crema spalmabile alla nocciola.La ricetta è segreta, come nel mito della Coca-Cola. Prodotti similari sono andati affermandosi nel tempo non solo in Italia, ma anche all’estero: si va dalla Ciao Crem alla Nutkao, alla crema Lindt, alla cream Novi a quella Loacker in Italia, dalla Merenda greca, alla Nocilla spagnola, alla Nudossi tedesca, alla Milky Way bi-color della Mars in UK, alla Alpella in Turchia, alla Sweet William in Australia, alla Choconutta in Canada, alla Ovomaltine Crunchy Cream in Svizzera, alla Finetti in Romania. Senza nominare le numerose alternative “private label” di discount e catene della grande distribuzione organizzata (fatevi un giro su Wikipedia alla sezione Nutella per saperne di più, al link [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]Ma nessuna è come la Nutella… Curioso pensare come il prodotto di per sé sia sopravvissuto ai tempi: le innovazioni hanno riguardato piuttosto spot, packaging e merchandising. Si sono succeduti barattoli in vetro con immagini serigrafiche, bicchieri decorati con personaggi dei catoons, nutelline monoporzione in plastica, snack con Nutella e grissini, si sono succeduti spot con Nutella party e con personaggi come il cuoco della nazionale italiana, ma alla fine la Nutella rimane sempre la crema alla nocciola da spalmare o… da mangiare a cucchiaiate per gli irriducibili golosi.Naturale concludere, quindi, ripetendo......Fonte: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] |
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