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Torna l'ora solare, sabato lancette indietro
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| | Torna l'ora solare, sabato lancette indietro | |
| | Autore | Messaggio |
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Leo Founder®


Numero di messaggi: 2362 Età: 44 Città: Genova
Reputazione: 2256 Punteggio Postatore: 30422 Data d'iscrizione: 09.11.09
 | Oggetto: Torna l'ora solare, sabato lancette indietro Ven 29 Ott 2010 - 5:24 | |
| Si dorme 60 minuti in piu'. Restera' in vigore per cinque mesi, fino al 27 marzo 2011
Ora legale addio, lancette indietro di un'ora la notte tra sabato e domenica prossimi. Alle ore 3:00 di sabato 30 ottobre tornera' infatti l'ora solare, le lancette arretreranno alle 2:00 e potremmo recuperare i 60 minuti di sonno persi a marzo scorso. L'ora solare, di fatto il vero ingresso nell'inverno, restera' in vigore fino al 27 marzo 2011, cinque mesi in cui le lancette dell'orologio segneranno l'ora naturale, un passaggio 'morbido' che ci consentira' nel week end di riposare piu' a lungo, la domenica sara' piu' lunga di un'ora, anche se il ritorno al tempo solare, porta con se' la stagione delle basse temperature e delle giornate piu' corte. Finisce cosi' il periodo di ora legale (tornera' alle 2:00 del 27 marzo 2011) che, recuperando un'ora di luce in piu' durante la giornata, porta in sette mesi a forti risparmi di energia (pari nel 2009 643 milioni di kilowattora, in termini economici 93 milioni di euro).
Bisogna risalire al Settecento per trovare l'origine dell'ora legale. Il primo a teorizzarla fu Benjamin Franklin, che individuo' nell'adozione per convenzione di un'orario diverso che 'inseguisse' il sole, e quindi la luce, un modo per ottenere risparmi energetici. L'idea non ebbe pero' grande seguito anche perche', all'epoca, i risparmi sarebbero stati relativamente bassi. Oltre un secolo dopo (nel 1907), la teoria venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovo' seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti Paesi imitarono la Gran Bretagna, soprattutto in tempo di guerra, quando il risparmio energetico era una vera priorita'.
Anche in Italia l'ora legale scatto' per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Negli anni successivi, e fino al 1920, l'inizio fu anticipato a marzo. Sospesa nel 1920, torno' in auge nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L'adozione definitiva risale al 1966, in concomitanza con la crisi energetica. Per i primi tredici anni venne stabilito che l'ora legale dovesse rimanere in vigore da fine maggio a fine settembre. Dal 1981 al 1995, invece, si stabili' di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre. Il regime attuale e' entrato in vigore nel 1996 quando fu prolungata fino all'ultima di ottobre. Sono ormai quasi tutti i paesi industrializzati che, proprio in ragione dei possibili risparmi, hanno adottato l'ora legale, secondo un criterio di fissazione delle date di inizio e fine il piu' possibile coincidenti, soprattutto per non complicare la rete di interconnessioni e gli orari dei collegamenti aerei.
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|  | | Leo Founder®


Numero di messaggi: 2362 Età: 44 Città: Genova
Reputazione: 2256 Punteggio Postatore: 30422 Data d'iscrizione: 09.11.09
 | Oggetto: L'ora legale Dom 31 Ott 2010 - 11:25 | |
| Ora legale
L'ora legale è la convenzione di avanzare di un'ora le lancette degli orologi durante il periodo estivo, in modo da aumentare la luce solare nel tardo pomeriggio a scapito del primo mattino. Tipicamente, lo spostamento in avanti avviene all'inizio della primavera, per essere annullato durante l'autunno.
Di contro, l'orario di base usato da ogni paese, quando l'orario coincide con quello del fuso orario di riferimento, prende il nome di «ora solare» o «ora civile convenzionale». In alcuni paesi l'ora solare di fatto è sospesa, valendo l'ora legale per tutto l'anno. C'è da osservare che la terminologia usata negli altri paesi è più diretta, riferendosi al periodo estivo, ovvero «orario estivo». Una denominazione più accurata, che imita quella americana, è quella di «orario di risparmio della luce diurna» («daylight saving time»), ove viene tralasciato il riferimento estivo.
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Storia
Già nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.
Italia
In Italia l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, tramite il decreto legislativo n. 631 del 25 maggio, e rimase in uso fino al 1920. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Durante l'occupazione jugoslava di Trieste, l'esercito titino la vietò per segnare anche cronograficamente il distacco della città giuliana dall'Italia. Venne infine adottata definitivamente con una legge del 1965, in periodo di crisi energetica.
L'ora legale stabilita da tale legge, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dalla fine di maggio alla fine di settembre; tale durata venne estesa a sei mesi nel 1981, iniziando l'ultima domenica di marzo e terminando l'ultima di settembre. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme con il resto dell'Europa: l'inizio rimane fissato all'ultima domenica di marzo mentre la fine è spostata all'ultima domenica di ottobre.
Svizzera
In Svizzera l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1981. Attualmente segue il calendario dell'Unione europea pur non facendone parte.
Europa
Dal 1996 tutti i paesi dell'Unione europea adottano lo stesso calendario per l'ora legale, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. Ad essi si è unita anche la Svizzera pur non facendo parte dell'Unione.
L'ora legale, secondo tale calendario, dura sette mesi all'anno: inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima domenica di ottobre.
Nel passaggio dall'ora solare all'ora legale, quando scattano le ore 2:00 di Berlino antimeridiane si sposta l'orologio avanti di un'ora, cioè l'ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene soppressa. Nel passaggio inverso, quando scattano le ore 3:00 antimeridiane si riporta l'orologio indietro di un'ora, cioè l'ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene ripetuta due volte.
È stata scelta quest'ora perché è quella in cui la circolazione dei treni e degli altri mezzi pubblici è ridotta al minimo e quindi si minimizzano i disallineamenti rispetto agli orari giornalieri programmati. Si noti come l'ora legale scatti sincronicamente in tutta l'Unione: se il cambio avviene dunque fra le 2 e le 3 nell'Europa centrale, avviene fra l'una e le 2 in Gran Bretagna, e fra le 3 e le 4 in Grecia.
Paesi equatoriali
In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l'ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l'arco dell'anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un'ora per aggiungere luce alla sera.
Emisfero australe
Nell'emisfero australe, essendo le stagioni invertite rispetto all'emisfero boreale, anche l'ora legale segue un calendario invertito: in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio.
Altri paesi
In Africa l'ora legale è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche caucasiche dell'ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei.
Vantaggi e svantaggi
Lo scopo dell'ora legale è quello di produrre un risparmio energetico dovuto al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica. L'ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre ad un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente "sprecate" a causa delle abitudini di orario. Questo naturalmente vale solo per i lavoratori che operano al chiuso, In contrapposizione, ad esempio, imprese edili, elettricisti, agricoltori, non hanno alcun vantaggio dall'ora legale, non potendo lavorare al buio.
Considerando ad esempio una persona che dorma ogni giorno dalle 23 alle 7, d'estate con l'ora legale essa guadagna un'ora di luce alla sera, quando è sveglia, mentre non utilizzerebbe comunque l'ora persa al mattino, perché dorme. Di conseguenza utilizza l'illuminazione elettrica per un'ora in meno. D'inverno, invece, il sole sorge dopo le 7 e quindi l'ora persa al mattino compensa quella guadagnata alla sera, quindi non vi è alcun vantaggio (ma neanche uno svantaggio).
In questo modo, con l'ora legale, dal 2004 al 2007, l'Italia ha risparmiato complessivamente oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro, secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione; il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora. È stato fatto osservare che però, aumentando le ore di tempo libero diurno, si ha un maggiore consumo di carburante consumato circolando dopo l'orario di lavoro, prima della cena.
Lo stesso risparmio energetico si otterrebbe con l'adozione di uno stile di vita che abbia orari "centrati" rispetto al mezzogiorno (cioè dormire dalle 20 alle 4 anziché dalle 23 alle 7). Su questi argomenti si innescano però considerazioni psicologiche che non sono sotto il controllo dell'amministrazione.
Nei giorni immediatamente successivi al "cambio dell'ora" (ossia al passaggio da ora solare a legale e viceversa), alcune persone lamentano disturbi dovuti all'alterazione del ciclo sonno-veglia. Si tratta dello stesso fenomeno che si riscontra nelle persone che viaggiano in aereo tra paesi separati da diversi fusi orari (il cosiddetto jet lag); in questo caso però l'effetto è minore perché il cambiamento di orario è di una sola ora e molte persone non avvertono alcun disturbo.
Da un sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all'ora legale. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati è a favore dell'abolizione dell'ora solare. Questa soluzione comporterebbe l'utilizzo dell'ora legale tutto l'anno, che non permetterebbe un risparmio energetico durante l'inverno ma eliminerebbe il cambio dell'ora.
Fonte: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] - miste
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