New York, baci per la pace
Si è celebrato ieri, il sessantacinquesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. A New York, precisamente nella pizza di Times Square, ogni anno si svolge una curiosa e divertente manifestazione di ricorrenza.
Il 14 agosto del 1945 l’Impero giapponese ufficializzò la resa. Gli Stati Uniti, all’epoca rivali festeggiarono la vittoria. In America quel giorno si respirava un’aria di pace e speranza. Fiducia ed entusiasmo per la fine della guerra. Americani di tutte le categorie sociali in festa.
A Time Square un marinario bacia appassionatamente un’infermiera. Questa scena viene immortalata daAlfred Eisenstaedt, fotografo americano di origine tedesca. Questa immagine ha fatto il giro del mondo. Per gli americani è la rappresentazione della fine dei conflitti. Un simbolo di pace ancora in voga.
L’infermiera in questione è Edith Shain. Di quel giorno ricorda: «Mi trovavo al lavoro, in un ospedale di New York. Ci rendemmo conto che tutti correvano nelle strade, gridando di gioia per la fine della guerra. Assieme ad alcune amiche andammo a Times Square. Tutti si baciavano. E io mi ritrovai abbracciata a un ragazzo, che non avevo mai visto in vita mia». Il marinaio invece si chiama Carl Muscarello. “Ero approdato al porto di New York con la mia nave. Dovevo raggiungere la casa di mia madre a Brooklyn e, passando per Times Square, mi mischiai alla folla in festa”. Poi un caso che diventa leggenda. “Mi misero in mano due p
inte di birra. Le bevvi d’ un fiato e, quando uscii, cominciai a baciare tutte le ragazze che passavano. Fui colpito dall’ uniforme bianca d’ una di loro: la presi tra le braccia, stando attento a non toccare parti proibite. Il bacio duro’ un minuto e mezzo. Poi me ne andai”. Così questo bacio è diventato il più famoso nel mondo. I due vennero anche in Italia per raccontare la loro storia in televisione, precisamente a “I fatti vostri”. Edith Shain è morta il 23 giugno scorso all’età di 91 anni.
Da parecchi anni questa rievocazione attira coppie di tutte le età. Migliaia ieri di uomini vestiti da marine e donne da infermiere. Emblematica una statua di grandi dimensioni, raffigurante la scena. Non potevano mancare i reduci del conflitto. Il loro auspicio per le giovani generazioni, è di non dimenticare i loro sacrifici.
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