Leo Founder®


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 | Oggetto: Arrestato a Maribor (Slovenia) l’hacker più ricercato del globo Dom 1 Ago 2010 - 13:54 | |
| Il pirata informatico (cracker) Iserdo, è stato messo in carcere. Era il numero uno nella lista dei più pericolosi in circolazione.
Iserdo, l’haker pù ricercato dall’FBI è stato arrestato in una strada di Maribor, in Slovenia, a qualche centinaio di chilometri dal confine italiano. L’FBI è riuscito a prenderlo al termine di 5 mesi di indagini che ha coinvolto 190 nazioni del mondo (praticamente tutti gli stati sul Globo) con una caccia a tappeto che non ha nulla a che invidiare agli sforzi messi in campo dagli USA per la lotta al terrorismo e ad Al Quaeda.23 anni, un curriculum al di là del bene e del male da vero genio del computer, nel 2008 era riuscito a creare un botnet, un virus che riesce a controllare in tutto e per tutto intere reti di computer, rendendo ciascun terminale slave di altri, ha colpito almeno la metà delle 1000 aziende che compaiono nella classifica di Fortune e circa 40 delle più grandi banche internazionali. aveva rivenduto il programma ad altri hacker per cifre variabili, dai 500 ai 1300 dollari che ne avevano sfruttato le potenzialità in pieno.Il botnet è servito per svuotare i conti online delle aziende più ricche del pianeta grazie al furto delle informazioni più sensibili, dalle password per accedere ai conti online ai codici di accesso, alle carte di credito.Come ha spiegato dopo l’arresto Jeffrey Troy, vice direttore della divisione cybernetica dell’Fbi, «Iserdo era l’equivalente di un boss del crimine organizzato che fornisce a delinquenti comuni chiavi di porte, informazioni dettagliate sugli orari dei proprietari e mappe delle case da svaligiare, facendo attenzione a non esporsi mai in prima persona». A tradire questa sorta di gangster del web sono stati tre pesci piccoli, ovvero tre hackers spagnoli che la polizia di Madrid ha arrestato cinque mesi fa, ottenendo da loro le informazioni che hanno messo l’Fbi sulla pista giusta. Lo scorso marzo la Spagna ha decapitato la Botnet Mariposa, creata da cybercriminali iberici che avevano rubato informazioni bancarie dai Pc di tutto il mondo (informazioni sensibili di 800mila utenti). La Botnet minacciava di mettere in ginocchio e paralizzare l’intera Spagna. “Fortunatamente questa botnet di 13 milioni di computer era controllata da gente che non aveva realizzato quanto fosse potente”, aveva allora illustrato Juan Salon, capo dell’unità cyber-crime della Guardia Civil iberica. Responsabili del cyber-crimine erano uomini tra i 25 e i 31 anni, accusati di aver infettato più di 13 milioni di computer con uno spyware. I tre cracker non sono esperti di hacking, ma avrebbero comprato il malware sul mercatonero underground.
Una volta individuato in Slovenia il rifugio dell’hacker, l’Fbi ha avvertito la polizia criminale di Lubiana ed è stato messo a segno il blitz che ha portato all’arresto. Per il «botnet» più aggressivo finora creato su Internet, Iserdo aveva scelto il nome spagnolo di «Mariposa» - farfalla - perché il virus riusciva a posarsi sul computer delle vittime senza che nessuno se ne accorgesse. In queste ore l’Fbi sta mettendo assieme tutti i tasselli, prevedendo «numerosi arresti nelle prossime settimane» in più Continenti. Per l’esperto di sicurezza online Rik Ferguson, interpellato dalla tv Bbc, «il tallone d’Achille di Mariposa si è rivelato essere l’eccessivo successo avuto» ovvero «la facilità con cui si è diffuso esponendo il creatore al rischio di essere identificato». La debolezza dei «botnet» è infatti proprio nelle dimensioni: più si allargano più si espongono al rischio di essere scoperti e smantellati. L’indagine resta tuttavia circondata dal più stretto riserbo al fine di non perdere l’effetto sorpresa: la vera identità di Iserdo non è stata resa nota, si sa solamente che l’arresto è avvenuto a Maribor dieci giorni fa e che l’hacker è stato rilasciato, probabilmente perché ha accettato di collaborare, e si trova adesso in una località top secret. fonte: miste |
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