Leo Founder®


Numero di messaggi: 2362 Età: 44 Città: Genova
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 | Oggetto: Il Palio di Siena Ven 16 Lug 2010 - 23:48 | |
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COSA E' IL PALIO
Il Palio di Siena è la famosissima corsa(carriera) dei cavalli in campo,che vede opposte le 17 contrade (quartieri) in cui e suddivisa la città come una torta, risale al 11° secolo. La corsa, ufficialmente in onore della Madonna, si svolge due volte l'anno nella principale Piazza del Campo in cui convergono le 17 contrade e sede del Palazzo Comunale.
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Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Esso ha origini remote con alcuni regolamenti ancor oggi validi dal 1644, anno in cui venne corso il primo palio con i cavalli, così come ancora avviene, in continuità mai interrotta.Secondo alcune fonti, fu in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti e dello scampato pericolo che i senesi decisero di indire il famoso Palio, ritenuto oggi da molti la manifestazione e festa storica più importante e rinomata d'Italia.,La battaglia fu combattuta proprio a Montaperti pochi chilometri a sud-est di Siena, il 4 settembre 1260, tra le truppe guelfe capeggiate da Firenze e quelle ghibelline capeggiate da Siena.La vittoria dei senesi e dei suoi alleati segnò, per un breve periodo, il dominio della fazione ghibellina sulla Toscana, con ripercussioni anche sui precari equilibri del resto d'Italia.
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La corsa del Palio prende il nome, e non solo a Siena, dal premio: il Palio, dal latino pallium (mantello di lana), era in genere un drappo di stoffa molto pregiata che veniva utilizzato per gli scopi più svariati. A Siena, in genere, era destinato alla chiesa del rione vincitore. Poteva essere utilizzato sia come arredo per la chiesa stessa, o per altri scopi analoghi. Un pallium cinquecentesco sembra abbia decorato fino a non moltissimi anni fa l'altare della Chiesa di San Giuseppe, della Contrada Capitana dell'Onda. Questo avveniva perché, ai loro albori, le Contrade si appoggiavano per le loro riunioni alle Parrocchie o alle compagnie laicali che sostenevano e supportavano gli ordini monastici. È comprensibile come, in caso di vittoria, il premio venisse regalato alla Chiesa del rione, sia per riconoscenza sia per devozione. Un'altra possibilità era la restituzione del premio alla Comunità civica in cambio del suo valore in denaro. In questo caso l'importo poteva essere usato, ad esempio, per fornire di dote le giovani più indigenti della contrada o per altre spese di utilità comune. È dal Settecento che si afferma l’idea del Palio-dipinto (il più antico conservato a Siena, presente nel museo della contrada dell’Aquila, risalente al 2 luglio 1719) e solo dopo la Seconda guerra mondiale che a dipingerlo vengono chiamati non più i bravissimi artigiani senesi (vedi Federico Joni e i falsari senesi di inizio Novecento) ma pittori di fama nazionale e internazionale.
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La tensione prima della corsa nell'affollata Piazza del Campo
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La "carriera"
Il territorio della Città è diviso in diciassette Contrade con dei confini stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città.
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Ogni contrada è una minuscola città nel cuore di Siena: ha una storia, un suo stemma e un rappresentante ufficiale. E ciascuna si identifica con il nome di un animale, simbolo della forza o della furbizia o della prudenza dei suoi abitanti. Il giorno della competizione di procede con la benedizione di cavalli e fantini presso la chiesa. Verso la sera, dopo un maestoso corteo in costume, inizia la corsa sulla piazza del Campo.
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La Carriera
La tensione è elevatissima. I fantini, con i colori della contrada, indossano un caschetto metallico e cavalcano a pelo (senza sella). Sulla linea di partenza il mossiere dà il via e i cavalli che si lanciano in un furioso galoppo, violento e pericoloso, durante il quale è ammesso frustare sia il proprio animale ma anche gli avversari. Il palio dura in media 3 minuti, e poi la fine: la vittoria può andare anche ad un cavallo "scosso", e cioè senza il cavaliere che è caduto nel corso della gara. La contrada che vince il glorioso trofeo festeggerà tutto l'anno.
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La "mossa"
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Le 17 Contrade
•Aquila - Nobile Contrada dell'Aquila •Bruco - Nobil Contrada del Bruco •Chiocciola - Contrada della Chiocciola •Civetta - Contrada Priora della Civetta •Drago - Contrada del Drago •Giraffa - Contrada Imperiale della Giraffa •Istrice - Contrada Sovrana dell' Istrice •Leocorno - Contrada del Leocorno •Lupa - Contrada della Lupa •Nicchio - Nobil Contrada del Nicchio •Oca - Nobil Contrada dell'Oca •Onda - Contrada Capitana dell'Onda •Pantera - Contrada della Pantera •Selva - Contrada della Selva •Tartuca - Contrada della Tartuca •Torre - Contrada della Torre •Valdimontone - Contrada di Valdimontone
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Ad ogni Palio partecipano solo dieci Contrade tra le diciassette totali, scelte a sorte e secondo un turno che va di luglio in luglio e di agosto in agosto. Il meccanismo è il seguente:
corrono di diritto le sette Contrade che non hanno corso il Palio corrispondente dell'anno precedente; un mese prima del Palio (l'ultima domenica di maggio per il Palio di luglio e la prima domenica dopo il Palio di luglio per il Palio d'agosto) vengono estratte a sorte tre Contrade che vanno a completare il lotto di dieci; le altre sette vengono estratte per stabilire l'ordine di sfilata nel Corteo storico e parteciperanno di diritto al corrispondente Palio dell'anno successivo (mantenendo questo ordine di estrazione); in caso di Palio straordinario, avviene un sorteggio tra tutte le contrade per determinare le dieci partecipanti. La tensione prima della corsa nell'affollata Piazza del CampoIl Palio viene vinto dal cavallo, con o senza fantino, dopo che per primo abbia compiuto tre giri della piazza in senso orario (la 'vulgata' dice "a condizione che questo porti sulla fronte la spennacchiera, cioè la coccarda con i colori della Contrada per la quale sta correndo"; in realtà essa ha solo valore decorativo e di aiuto visuale).La partenza, o mossa, si trova all'altezza del vicolo della Costarella dei Barbieri. La linea d'arrivo, segnalata da un bandierino, è nella stessa zona, pur non coincidendo esattamente con la linea di partenza. Il premio per la Contrada è il palio, o drappellone, o cencio, stendardo rettangolare di seta dipinto a mano.
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Il carroccio che trasporta il palio dell'Assunta
Ogni Contrada è come un piccolo stato, retto da un Seggio con a capo il Priore e guidato nella "giostra" da un Capitano, coadiuvato da due o tre contradaioli detti "mangini". Possiede, entro il suo territorio, una Chiesa con annessa la sede ove viene custodito tutto il suo patrimonio: cimeli, drappelloni delle vittorie, costumi della Comparsa - quelli in uso e molti di antica data - bandiere, archivio e tutto quanto altro concerne la vita della Contrada stessa.
Si giunge pertanto alla mattina del 29 giugno (per il Palio di luglio) o quella del 13 di agosto, quando iniziano gli intensi quattro giorni di preparativi al Palio. Il complesso meccanismo della festa raggiunge il suo compimento con lo uno scoppio di mortaretto che annuncia l'uscita dei cavalli dall'Entrone. Ad ogni fantino viene consegnato un nerbo di bue con il quale potrà incitare il cavallo o ostacolare gli avversari durante la corsa. Quindi si procede all'avvicinamento verso la "mossa", ossia il punto dove sono stati tesi due canapi tra i quali saranno chiamati ad allinearsi cavalli e fantini. L'ordine di entrata è stabilito dalla sorte, infatti le Contrade vengono chiamate secondo l'ordine di estrazione. La decima e ultima, entrerà invece di "rincorsa" quando lo riterrà più opportuno, decidendo così il momento della partenza. Se la partenza non sarà valida, uno scoppio del mortaretto fermerà i cavalli. Quest'ultimi dovranno compiere tre giri di pista per circa 1000 metri e solo al primo arrivato sarà riservata la gloria della vittoria. Chi vince è comunque il cavallo, infatti può arrivare anche "scosso" ossia senza fantino.
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I festeggiamenti iniziano subito: i contradaioli ricevono il Palio e con quello si recano in Provenzano (per il Palio di luglio) o al Duomo (ad agosto) per cantare il Te Deum di ringraziamento. Da questo momento in poi ogni occasione sarà buona per ricordare alla città la vittoria conquistata sul Campo, fino all'autunno, quando, tra il mese di settembre e i primi giorni di ottobre, nel rione vittorioso addobbato a festa, si svolgerà la "cena della vittoria" a cui parteciperanno migliaia di contradaioli e, al posto d'onore, il cavallo vittorioso, vero e proprio ammirato eroe.
Il Palio è una secolare celebrazione alla quale partecipa spontaneamente tutto il popolo senese senza pertanto che vi sia la necessità di una organizzazione ufficiale per il coordinamento dei vari servizi. Per questo motivo anche la vendita dei posti nelle tribune, nei balconi ed alle finestre, è effettuata singolarmente dai rispettivi proprietari che spesso hanno i negozi che si affacciano nella Piazza del Campo o le abitazioni nelle vie adiacenti. L’accesso alle tribune è ammesso fintanto che i Vigili Urbani non hanno effettuato lo sgombero del pubblico dalla pista, dopodichè è eccezionalmente concesso dalle autorità di polizia, che svolgono il servizio di sicurezza, di far transitare attraverso appositi passaggi, particolarmente stretti, gli spettatori ritardatari in possesso di regolare biglietto di prenotazione. E' tuttavia raccomandabile raggiungere la Piazza almeno mezz’ora prima del corteo storico. All’interno della Piazza del Campo è data facoltà al pubblico di assistere al Palio gratuitamente. E' forse la maniera più emozionante per vedere la corsa, mischiati insieme ai senesi.
Terminologia
Nel Palio è in uso da tempo immemorabile una terminologia specifica per definire i diversi protagonisti o momenti della corsa. Di seguito, alcuni termini più noti:
Alfiere: lo sbandieratore di una contrada; Bandierino: il punto d'arrivo della carriera; Barbaresco: il contradaiolo addetto alla cura del cavallo; Barbero: il cavallo da corsa, ma anche le tradizionali biglie di legno colorate con le insegne delle contrade, caratteristico gioco senese; Bombolone: cavallo molto forte; Brenna: cavallo considerato scarso; Canapi: indica le grosse funi che delimitano la zona della mossa, ma anche il periodo di attesa della partenza della corsa, proverbialmente piuttosto lungo e carico di tensione (stare "fra i canapi"); Capitano: il contradaiolo che, durante il periodo del Palio, è plenipotenziario della gestione della contrada; Cappotto: quando una contrada riesce a vincere, nello stesso anno, entrambi i Palii (l'ultimo nel 1997 da parte della Giraffa); Carriera: la corsa; Carroccio: il carro tirato da buoi che durante il corteo storico trasporta il palio; Cencio: il palio (il drappo che viene assegnato al vincitore); Comparse: i rappresentanti in costume di una contrada che partecipano al corteo storico; Contrade soppresse: nel XVII secolo queste andarono lentamente estinguendosi per carenze organizzative, non partecipazioni alla vita pubblica e così via. Il loro territorio fu inglobato dalle Contrade confinanti e di loro rimane traccia negli stemmi di alcune Contrade attuali. Le ultime contrade soppresse furono: Gallo, Orso, Vipera, Quercia, Leone, Spadaforte[23]. Cuffia: il simbolo metaforico della contrada nonna, quella ciò che ha la sua ultima vittoria più lontana nel tempo; Drappellone: il palio (drappo che viene assegnato al vincitore); Duce: figura rievocata nel corteo storico, rappresenta il comandante delle compagnie militari delle antiche contrade medioevali. Attualmente è solo una figura rappresentativa, senza alcun potere; Mangino: è il nome comunemente usato a Siena per la carica di Tenente della Contrada, il braccio destro del Capitano di contrada, che, assieme a questo organizza i partiti per la contrada durante il palio; ogni contrada ha due Tenenti (Mangini) Masgalano (l'etimologia della parola proviene dallo spagnolo: "mas galante", cioè "più elegante"): oggetto scolpito (originariamente un piatto, oggi prende via via varie forme e dimensioni) solitamente in metallo prezioso che viene assegnato alla contrada che abbia effettuato la migliore figura nel corteo storico. In pratica consiste in un premio ai figuranti, in special modo gli alfieri ed il tamburino, più abili; Montura: indica gli abiti, ispirati all'epoca rinascimentale, utilizzati dalle comparse (o monturati) delle diverse contrade durante il corteo storico che precede la corsa; Mossa: indica l'inizio della corsa vera e propria, ma anche il punto della piazza da dove la corsa parte; Mossiere: il personaggio designato a regolamentare la partenza (mossa) della corsa; Nerbata: l'utilizzo del nerbo contro un fantino avversario; Nerbo: il tendine essiccato di bue utilizzato dai fantini quale frusta; Nonna: la contrada che non vince il palio da più tempo; Palio: il termine può essere utilizzato per indicare la corsa dei cavalli, ma anche il drappo assegnato al vincitore della corsa; Partiti: gli accordi, più o meno segreti, fra le diverse contrade per la vittoria del Palio; Passeggiata: il corteo storico; Priore: in quasi tutte le contrade, con questo titolo è designato il contradaiolo eletto a capo della contrada per tutto l'anno (periodo del Palio escluso). Nel Bruco si chiama Rettore mentre nell'Oca è detto Governatore; Rincorsa: la posizione di partenza del decimo cavallo, situato al di fuori dello spazio delimitato dai canapi. Poiché è proprio l'entrata del decimo cavallo nei canapi a determinare la partenza della corsa, questa posizione è considerata particolarmente favorevole per favorire (o sfavorire) un'altra contrada, piuttosto che per la vittoria. Infatti la contrada di rincorsa parte da una posizione arretrata e deve percorrere una parte del primo giro sul lato più esterno della pista, il che la mette potenzialmente in svantaggio rispetto alle nove che partono dai canapi; Scosso: il cavallo che ha disarcionato il fantino; Soprallasso: il cavallo, di scarso valore, che il fantino monta durante il corteo storico; Spennacchiera: indica la coccarda coi colori della contrada di appartenenza, applicata sulla fronte del cavallo; Steccato: le barriere di legno che delimitano internamente la pista. La posizione di partenza "allo steccato" indica le posizioni più interne, considerate comunemente fra le più favorevoli per la vittoria della corsa; Tratta: la scelta e l'assegnazione alle contrade (per estrazione) dei cavalli per la corsa; ha luogo il 29 giugno per il Palio di Provenzano e il 13 agosto per quello dell'Assunta; Verrocchio: palco situato appena sopra la zona della mossa, da dove il mossiere gestisce le operazioni relative alla partenza.
In occasione di avvenimenti eccezionali (come ad esempio nel 1969 la conquista della Luna da parte della missione Apollo 11) o di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad es. il centenario dell'Unità d'Italia) la comunità senese può decidere di effettuare un Palio straordinario, tra maggio e settembre (l'ultimo si è tenuto nel 2000, per celebrare l'ingresso nel nuovo millennio). fonte: miste
Ultima modifica di Leo il Lun 18 Apr 2011 - 21:07, modificato 1 volta |
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