Ogni anno le strade di Pamplona (Spagna) si riempono di migliaia di persone armate di coraggio, disposte a correre davanti ai tori. Abitanti della città, corridori esperti, insieme a migliaia di turisti di ogni parte del mondo si preparano a condurre i tori dal recinto dove hanno passato la notte fino alla plaza de toros: 825 metri di viette lastricate, che vengono percorse in un tempo dai tre ai quattro minuti. Alcuni sono raggiunti dai tori e può capitare che vengano feriti da cornate o calpestate o schiacciate dai tori. Il pericolo viene principalmente dal disattendere le indicazioni molto ben conosciute dagli esperti o dal correre senza essere nelle giuste condizioni, dato che molti, turisti e non, si apprestanto a correre senza aver dormito, alcuni dopo aver passato la notte tra bevute interminabili. Comunque, con la quantità di gente presente sono aumentati i rischi anche per i corridori più esperti. In realtà sono pochi quelli che, a colpi di giornale, guidano i tori; la maggior parte dei corridori, specie gli esordienti, corrono a una certa distanza. Resi famosi da Hemingway nel suo Fiesta, la feria e l’encierro di Pamplona non sono gli unici del genere, ma di certo i più spettacolari, non fosse altro per il grandissimo numero di partecipanti da tutto il mondo. I tori sono i veri protagonisti delle corride, ed a questi nobilissimi animali in Spagna è sempre rivolto il giusto rispetto ed onore: dunque dato che c’è da spostarli da una parte all’altra della città, a molti piace fare loro da accompagnatori. Ora, siccome i tori nel loro spostamento corrono, dunque si deve correre insieme ai tori. Ed è questo che accade: ogni mattina diverse migliaia di persone corrono insieme ai 6 tori (ed 8 buoi) lungo il leggendario percorso dell’Encierro, tra le calli della capitale navarra. I tori non sono lì per infilzare o calpestare la propria scorta, ma ciò accade, di solito perché gli umani, decisamente in molti per quelle stradine, cadono urtandosi tra loro e magari bloccano così la strada al toro che arriva (il quale pesa una media di 570 chili e viaggia a circa 25 chilometri l’ora) . Sono in media 2 minuti e mezzo di pura adrenalina, durante i quali di tutto può accadere, e che regalano a tutti un’energia eccezionale, la quale infatti permea tutta la città, e che si sfoga poi nei ritmi sfrenati della festa che va avanti tutto il giorno e tutta la notte per 9 giorni consecutivi.
Ci sono solo due modi per esserci a Pamplona: davanti ai tori (cioè correndo con loro) o sopra ai tori (cioè osservando da qualche balcone ciò che accade sotto). In entrambi i casi si verrà colpiti da qualcosa, i più fortunati non da un toro.
La sera gli stessi tori che hanno corso in mattinata partecipano alla corrida, l’altro solenne atto taurino della Festa di San Fermin. Il resto è divertimento all’insegna del ballo, della musica, del cibo e, ovviamente, dell’alcool, che non si può negare contribuisca molto all’euforia pamplonese. Rigidi controlli di polizia escludono comunque gli alticci, pericolosi per sé e per gli altri dal correre l’Encierro.
L' origine medioevale è dovuta ai pastori navarri che portavano i tori dalle praterie della Navarra fino alla plaza mayor, che faceva da antecedente alla plaza de toros. Trascorrevano la notte precedente la corrida accampati vicino alla città, e all'alba entravano circondati dai tori e accompagnati da gente che. a cavallo o a piedi, aiutava con pali e grida a chiuderli nei recinti all'aperto. Con il passare del tempo, verso la fine del secolo XIX, si passò da correre dietro di essi per aiutare a rinchiuderli, a correre davanti, e il tutto cominciò a convertirsi in costume popolare.
Percorso
Il percorso si snoda lungo le strade della parte vecchia della città. Inizia dai recinti degli animali, alla base della salita di Santo Domingo, salendo verso la Plaza Consistorial (Piazza del municipio) e girando verso calle Mercaderes, per accedere a calle Estafeta che conduce infine per il tratto di Telefonica fino alla strettoia che porta alla Plaza de Toros. L'itinerario originale terminava nella Plaza del Castillo, ed è cambiato nella storia, dato che fu nel 1856 la prima volta che si corse lungo calle Estafeta. L'angolo tra Mercaderes e Estafeta è un luogo molto conosciuto ed ambito dai fotografi, in quanto i tori tendono a scivolare lungo l'esterno della curva e da sotto lo steccato di protezione o dai balconi vengono scattate fotografie degne di nota. La calle Estafeta è il tratto retto più lungo dell'encierro.
La mandria compie il percorso completo in media in quattro minuti, a circa 25 km/h, ed è composta da sei tori e otto buoi, seguiti da dei giovani che fanno da pastori in caso che i tori o i buoi restino indietro o addirittura invertano il senso di marcia. I tori tendono a seguire i buoi e gli altri tori, e se lasciati indietro dal gruppo aumenta notevolmente la loro pericolosità per chi corre. La mandria cambia ogni giorno, in quanto i tori verranno probabilmente uccisi nella corrida del pomeriggio e partecipano pertanto 8 mandrie e corrispondenti allevatori durante i Sanfermines.
Prima dell'encierro
Qualunque persona che abbia compiuto i 18 anni può correre nell'encierro, semplicemente entrando sul percorso recintato prima dell'inizio. Il numero di corridori va dai più di 2.000 di un giorno normale a più di 3.500 durante i fine settimana, e cresce con gli anni. Le misure di sicurezza comprendono il divieto di entrare ubriaco, di portare macchine fotografiche o telecamere e altri oggetti che possano ostacolare o mettere in pericolo la sicurezza dei corridori. Prima di ogni encierro la polizia forma cordoni di sicurezza per pulire il fondo stradale teatro della lunga baldoria notturna, e per evitare che si formino agglomerazioni, e che così i giovani (corridori dell'encierro) si distribuiscano più o meno uniformemente lungo il percorso. Durante gli 8 giorni in cui si corre l'encierro, nei minuti precedenti la corsa viene cantato per tre volte, alle 7:55, 7:57 e 7:59, a una piccola immagine di San Firmino che si colloca ogni mattina in una cavità della salita di Santo Domingo, come abitudine acquisita nonostante non sia molto antica:
« A San Fermín pedimos, por ser nuestro patrón, nos guíe en el encierro dándonos su bendición. Entzun, arren, San Fermin, zu zaitugu patroi, zuzendu gure oinak entzierro hontan otoi. »
(IT)
« A San Firmino, il nostro patrono, chiediamo che ci guidi nell'encierro dandoci la sua benedizione. A San Firmino, il nostro patrono, chiediamo che ci guidi nell'encierro dandoci la sua benedizione. »
Alle 8 viene lanciato un razzo, che indica l'apertura dei recinti, seguito da un secondo che indica che i tori sono già usciti.
Durante l'encierro
L'encierro si può osservare dagli steccati di legno che vengono installati lungo le strade, sebbene per potersi sedere in posizione utile sia necessario posizionarsi prima delle sei nei luoghi adeguati, in quanto la gente si accoda prima ancora che vengano montati. Le alternative sono i balconi privati a prezzi abbastanza alti, oppure la plaza de toros, dove ci sarà da pagare un modico prezzo i giorni festivi ed il fine settimana, e l'ingresso è gratuito per il resto della settimana. L'unico altro modo per vedere i tori durante la corsa è correre. In tal modo, se si riesce ad arrivare alla plaza de toros prima che vengano chiuse le porte, cioè prima che arrivino i tori, è anche possibile entrare insieme al fiume di gente che li precede. Le persone che entrano decisamente prima che arrivino i tori vengono fischiate dal pubblico, che li indica così come codardi.
Ci sono certe norme di sicurezza per correre l'encierro che tutti dovrebbero conoscere. Queste includono non alzarsi immediatamente in caso di caduta e coprirsi la testa con le braccia in posizione fetale, pena il rischio di cornata grave da parte dei tori. È anche importante prendere per l'interno la curva di Mercaderes con Estafeta, dato che se i tori arrivano molto rapidamente o se il suolo è scivoloso, è probabile che colpiscano con tutto il loro peso lo steccato di protezione all'esterno della curva.
Dopo l'encierro
I servizi sanitari prestano i loro servigi gratuitamente a tutte le persone ferite durante l'evento. Dopo l'encierro, quando la mandria è entrata nei recinti della plaza de toros, si lasciano liberi dei tori giovani (vaquillas) di un anno o due di età, di modo che i giovani si divertano correndo con loro e toreandole. In questa occasione chi si prende gioco del toro toccandolo o disturbandolo oltre misura viene sollenemente fischiato. Durante questo tempo di circa mezz'ora i tori sono circondati da una moltitudine di persone, ma le seppur minime protezioni che vengono poste intorno alle loro corna fanno sì che quest'attività sia molto meno pericolosa della corsa che avviene in precedenza.