Leo Founder®


Numero di messaggi: 2362 Età: 44 Città: Genova
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 | Oggetto: Storia dei Blue-jeans Gio 24 Giu 2010 - 6:27 | |
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E' a Genova che intorno al 1500 nasce la storia del tessuto che ha accompagnato l'evoluzione dei jeans, infatti fu proprio in questa citta' che prese il nome "blue de Genes" (da qui: blue jeans). La parola jeans deriva dal francese genes che significa Genoa, in riferimento alla tela con cui erano fatti i pantaloni indossati dai marinai al tempo di Colombo. Alla fine dell'800, il termine jeans diventò sinonimo di pantalone. Si indicava un particolare tipo di telone di colore blu utilizzato sulle navi per vele e per coprire le merci. Questo tessuto, particolarmente resistente alle intemperie e quindi adatto ai lunghi viaggi dei marinai liguri, veniva fabbricato nella città francese di Nimes, da qui la parola denim (De Nimes). Secondo altre versioni, i pratici e resistenti "calzoni da lavoro" erano in tempi remoti cuciti con tela di Nimes di color indaco (poi Denim) ed erano appunto indossati dai marinai genovesi. La storia racconta come Giuseppe Garibaldi, che già era stato un marinaio, nella battaglia di Marsala indossasse come molti dei suoi garibaldini un paio di jeans.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine][Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]Bluejeans appartenuti a G.GaribaldiL'importanza e l'evoluzione
Però, è solo a partire dal 1850 che il termine jeans viene utilizzato per identificare non il tessuto ma un determinato modello di pantaloni. Infatti, a San Francisco Levi Strauss, insieme al socio Jacob David Youphes, lancia un modello di pantaloni, resistenti, con cinque tasche, per i cercatori d'oro.
Fino alla Seconda Guerra Mondiale il jeans rimane un abito da lavoro. Durante il secondo dopoguerra il jeans diventa indumento per il tempo libero, la vita all'aperto, insomma l'optimum per un abbigliamento informale, e torna in Italia come il simbolo dell'abbigliamento casual piu' indossato al mondo. Oggi, con i trattamenti particolari cui e' sottoposto, quali imitazioni di un usura naturale oppure macchiato, resinato, strappato (esiste una vera e proprio industria del logoramento). In Europa arriva alla fine della Guerra, con le armate americane vincitrici. Poco dopo con il cinema americano degli anni '50 i jeans entrano nelle case dei giovani insieme ai primi idoli del cinema e del rock'n'roll: da James Dean a Elvis Presley.
In questo periodo il jeans diventa il simbolo della ribellione giovanile, delle bande, della voglia dei giovani di prendere le distanze dall'ipocrisia del mondo adulto. I "sessantottini" scelgono il pantalone azzurro quale uniforme. Alla fine degli anni '70, col declino della contestazione, le varie griffe si impadroniscono del jeans, quale capo di abbigliamento elegante. In questo periodo il famoso pantalone si diffonde tra i giovani di tutto e diventa il pantalone preferito dai giovani, il più portato in assoluto.
A partire dagli anni '80 qualsiasi ditta di abbigliamento produce una propria linea jeans.
Dunderdon, azienda di moda statunitense, presenta il modello P0 (P zero) realizzato in un tessuto denim con 70% cotone twill e 30% di Kevlar che è il massimo della durevolezza. Kevlar, detto anche twaron, è un materiale dalle proprietà eccezionali. Questa fibra, inventata nel 1965 e attualmente marchio di fabbrica della DuPont, è cinque volte più forte dell'acciaio e permette la realizzazione di tessuti estremamente leggeri e duraturi. Ad esempio è usato nel rivestimento dello space - shuttle. Il Kevlar è resistente ai tagli ed alle rotture, non si deforma e non restringe. Per i consumatori italiani si tratta di un pezzo decisamente "da collezione". Ne saranno infatti prodotti solo 1000 paia da distribuirsi nei più selezionati punti vendita Dunderdon del mondo. In Italia ne arriveranno solo 20 paia.
Il termine blue-jeans designa propriamente il pantalone con taglio a 5 tasche, di cui le posteriori cucite sopra la stoffa del corpo del pantalone, confezionato con il tessuto denim, un tipo di stoffa robusta un tempo riservata esclusivamente ai lavoratori e che oggi, pur avendo il proprio maggiore impiego nella produzione di questo taglio di pantaloni, non è disdegnata dagli stilisti neanche per il pantalone classico. Il denim ha un'armatura di saia a tre, è realizzato in filato di cotone, la trama è di colore bianco o écru e l'ordito di colore blu. Prima della scoperta dei coloranti chimici, il colore blu veniva ricavato dalla pianta isathis tinctoria (conosciuta volgarmente con il nome di "guado") o dalla pianta indigofera tinctoria, l'indaco.
Il prodotto dovrebbe essere anche “sano e sicuro”. Questa nuova tendenza non viene raccolta dal mondo della moda, superficiale e mal disposto ai valori. Continua invece a declinarlo con le tendenze degli anni ’80, ecco il finto trasandato, con applicazioni colorate di altri materiali, e di modelli con inserti di pizzo, strass, piume e pitone. Il nuovo jeans non è più solo un capo per i giovani e per il tempo libero, ma diventa un oggetto di lusso.
Arriva l’ultimo, il quinto “elemento” per ottenere il prodotto perfetto, nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente: “etico”.
Anche questo valore non viene raccolto. Per ottemperare alla richiesta di un prodotto a basso prezzo, invece di lavorare sui modi di distribuzione, fioriscono produzioni in Paesi che non rispettano l’uomo e l’eco-sistema. Si fanno tagli, lavaggi chimici, cuciture inutili e di tutto, nella disperata ricerca del nuovo, di differenziare un prodotto, che oramai a visto tutto. Il jeans è diventato simbolo di abbigliamento informale e quotidiano usato da tutti senza distinzione di età sesso o estrazione sociale.
Arrivano sul mercato i jeans Ogm che rispettano l'ambiente. Un'equipe di genetisti di Palo Alto, in California (Usa), ha messo a punto una tintura eco-compatibile capace di donare il classico colore blu al jeans.
Attraverso un batterio (Escherichia Coli) geneticamente modificato, la grande industria potrebbe così abbandonare il vasto impiego di pigmenti sintetici, ritenuti molto dannosi per l'ambiente e la salute.
Nota N/o1: A Genova, nel novembre 2004 è stato realizzato un pantalone "blu di Genova" di dimensioni da Guinness dei primati, alto 18 metri, confezionato con seicento paia di vecchi jeans ed issato su un'alta gru del porto antico; disegnato dagli studenti del Liceo Artistico "Carlo Barabino" e realizzato dagli studenti dell'Istituto Professionale "Duchessa di Galliera".
Nota N/o 2: Alcune persone stanno lavorando a un nuovo record da iscrivere nell'apposito libro dei Guinness: in Perù è stato realizzato il più grande paio di jeans mai realizzato, completo di tasche, bottoni e cerniera. Il paio di pantaloni gigante, realizzato con 3.000 metri di stoffa, misura 40 metri in altezza, 30 in larghezza e pesa più di due tonnellate.
fonte: mista |
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