Tiriamola fuori dalla tastiera, agghindiamola con colori stravangati e facciamola diventare la star di uno dei musei di arte contemporanea più famosi del mondo, il MoMa. La
@ forse se lo merita di diventare
@rt . In fondo è uno dei simboli più iconici, della tastiera sicuramente, ma anche della nostra era digitalizzata. È grazie a lei, infatti, che nel mondo ci scriviamo, senza più una geografia specifica, un meridiano temporale, un volto e un'identità prestabiliti. Ma c'è molto di più.
Ancora una volta, in qualche modo, Internet rompe le barriere e mette in comunicazione elementi che fino a ieri si trovavano distanti, scollegati. "La notizia non è tanto che sia stata dichiarata arte un elemento immateriale", afferma Francesco Monico, docente di Teoria e Metodo dei Mass Media e Direttore della Scuola di Media Design e Arti Multimediali presso la NABA, "ma che si tratti di un simbolo commerciale, che tutti utilizziamo quotidianamente".
Questa chiocciolina - che è una coda di scimmia per i sudafricani e di maiale per i norvegesi, un topino per i cinesi, per i russi è un cane mentre ancora più creativi i finlandesi, che ci vedono un gatto addormentato - ha aperto la porta della comunicazioni senza frontiere e ora ha sfondato i limiti dell'arte, quella che si compra, si possiede, si commercia, si appende alle pareti delle sale più intellettuali del mondo. "È il simbolo per eccellenza tra tutti i simboli che Internet ha reso importanti. "Uno di questi è il punto", continua Monico, "che era solo punteggiatura e che oggi è elemento centrale della nostra comunicazione online, indispensabile per raggiungere siti e destinatari".
Aveva ragione Marshall McLuhan allora, dicendo che nei tempi moderni saremmo stati tutti artisti. Internet ha compiuto la sua profezia, elevando ad arte un elemento comune. Ma la scelta del MoMa dà valore alla smaterializzazione, come già tempo fa aveva tentato di suggerire il Guggenheim, creando la sua versione virtuale online.
La
@ non ha un proprietario, difficile anche guardarla con lo stesso trasporto con cui si guarda un'opera d'arte, per quanto moderna sia. Eppure ora è finita nella collezione di uno dei musei più famosi del mondo, e sta facendo parlare di sé come l'icona dei nostri tempi, del futuro in cui siamo proiettati. Per questo il MoMa, l'ha voluta acquisire come ha fatto con le ninfee di Monet o le opere di William Kentridge per dirne due, ma con una differenza che si chiama libertà di usare concetti di pubblico dominio: "L'acquisizione dell'
@ ci fa fare un passo avanti", scrive sul suo blog Paola Antonelli, Senior Curator, Department of Architecture and Design del MoMa. "Si basa sul presupposto che il possesso fisico di un oggetto come requisito per la sua acquisizione non è più necessario e quindi lascia liberi i curatori di sciegliere cose che non si possono possedere come palazzi, un Boeing 747, i satelliti o cose che appartengono a tutti o a nessuno, come la
@".
I confini delle idee si allargano e così un ingegnere geniale, Ray Tomlinson, a distanza di quasi 40 anni dalla sua invenzione, sarà celebrato anche come designer. Tomlinson ha collaborato allo sviluppo di ARPAnet, il padre di Internet, e nel 1971 è riuscito a far dialogare i computer e a creare il primo sistema di e-mail del mondo. Tomlinson, usando una Model KSR 33 Teletype Model KSR, ha consacrato la
@ come l'emblema della rivoluzione tecnologica che sta cambiando il modo di interagire nella nostra società un simbolo che oggi viene digitato in tutto il mondo 210 miliardi di volte al giorno, solo nelle e-mail che ci mandiamo.
"Il simbolo
@ è parte del tessuto della vita in tutto il mondo e le sue applicazioni continuano ad espandersi", è il messaggio del MoMa, che aggiungendolo alla sua collezione, in quanto essenza della modernità, vuole aprire la strada a tutte le possibili direzioni che le arti, e le idee geniali, potrebbero prendere in futuro.
Se pensate che anche altri simboli meriterebbero il loro posto sul muro di una galleria, diteci quali sono e perché.
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