(Adnkronos/Ign) - Il motore di ricerca Google annuncia l'eliminazione dei 'filtri' nelle ricerche in Cina e i navigatori di Pechino vedono 'riapparire' le notizie scomode, fino a ieri inaccessibili. Questa mattina "ho provato a digitare 'dalai lama' su google ed ho avuto l'ineffabile sorpresa di veder comparire centinaia di risultati" scrive un utente italiano da Shangai del blog 'Scene Digitali' del sito di Repubblica. Sembra il primo risultato della decisione comunicata ieri dal colosso di Internet, in risposta a una serie di cyber-attacchi "molto sofisticati" partiti dalla Cina e che, si specificava in una nota, "hanno provocato il furto di proprietà intellettuale di Google".
Le attività degli hacker - che, si specificava, non sono state indirizzate solo contro Google ma contro una ventina di aziende - hanno avuto come "obiettivo primario quello di accedere agli indirizzi di posta elettronica Gmail di attivisti cinesi dei diritti umani". A seguito di un'indagine, è poi emerso che decine di account G-mail anche in Stati Uniti ed Europa sarebbero stati violati. Di qui la reazione del colosso di Internet che ha anche minacciato di interrompere ogni attività nel mercato cinese, o perlomeno di "rivedere la fattibilità del nostro business" a Pechino: Google aveva lanciato il suo portale cinese 'filtrato' nel 2006 "nella convinzione - si leggeva - che un maggiore accesso alle informazioni e un Internet più aperto avrebbero compensato il disagio nell'acconsentire a censurare alcuni risultati".
"Nelle prossime settimane - conclude la nota di ieri - discuteremo con il governo cinese su come far funzionare un motore di ricerca all'interno delle leggi" fissate dalle autorità di Pechino. Per il momento, il Dalai Lama è riapparso sui computer cinesi.
I recenti cyber-attacchi contro la rete di Google sollevano "gravi preoccupazioni - ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton - Ci rivolgiamo al governo cinese per una spiegazione".
Intanto le autorità cinesi che supervisionano Internet stanno cercando di ottenere altre informazioni riguardo alle dichiarazioni di Google su un suo possibile abbandono del mercato cinese. "E' difficile dire se Google abbandonerà la Cina o no, nessuno lo sa" si è limitato a dire un funzionario dell'Ufficio Informazione del Consiglio di Stato cinese alla Xinhua, rifiutandosi di aggiungere altro ma dichiarandosi disponibile a fornire ulteriori chiarimenti in seguito. La Xinhua, poi, sottolinea come la minaccia di una chiusura di Google in Cina abbia preoccupato molto i 700 dipendenti della compagnia nel Paese.