Leo Founder®


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 | Oggetto: Censis, rapporto 2009 su comunicazione ed Internet Sab 21 Nov 2009 - 1:20 | |
| L'Italia è, al solito, un Paese dove regna la contraddizione: bistrattati da una diffusione della banda larga assimilabile, in certe zone, al terzo mondo (informaticamente parlando), siamo comunque un popolo che ama il web e tutti gli aspetti ad esso correlati. Nonostante il fatto che gli abitanti del Belpaese siano riluttanti a fare acquisti (e soprattutto a pagare) per via telematica, secondo l'ultimo rapporto del Censis sui mezzi di comunicazione, è in continua crescita il numero delle persone che naviga in Internet, sia per mezzo dei classici PC desktop, notebook/netbook, così come anche grazie a smartphone e PDA. Non tutto è oro quel che luccica però ed allora, leggendo con attenzione i numeri snocciolati dal rapporto, si scopre che i passatempi preferito dall'italico internauta riguardano l'utilizzo di Facebook, l'ascolto di musica via web e, ovviamente, l'informazione, con la lettura delle notizie direttamente online, a scapito della carta stampata, ormai diretta verso un'inesorabile oblio. Decisamente in crisi il comparto libri, con il web che non riesce a compensare le perdite di gradimento dell'editoria tradizionale, confermando la storica e scarsa abitudine alla lettura degli italiani.Lo scenario, manco a dirsi, è abbastanza desolante e ribadisce alcuni dei caratteri distintivi del nostro modo di essere; secondo lo studio del Censis infatti, il quadro che emerge è quello che vede l'utente medio avvicinarsi alle nuove tecnologie, per sfruttarle però in larga parte in modo frivolo e spesso fine a sé stesso (Facebook né è uno degli esempio, anche se in alcuni casi viene considerato uno strumento di lavoro).Gli italiani, anche su Internet, mostrano tutto il loro carattere fiero: se c'è da passare il tempo in modo leggero e divertente, l'approccio è da pole position, ma se il fine deve essere un uso razionale, ma soprattutto redditizio della Rete, si è assai più reticenti, salvo poi lamentarsi di essere indietro rispetto ad altre nazioni, non solo come infrastruttura, ma anche come preparazione e conoscenza dei mezzi che la tecnologia ci mette oggi a disposizione. Italian job? No, italiani, popolo di cazzeggiatori...
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