Come stirare correttamente una camicia

La prima volta che ne abbiamo preso in mano uno, abbiamo avuto l’impressione di esserci imbattuti nella nostra nemesi: alzi la mano chi non ha provato questa sensazione quando si è trovato a maneggiare per la prima volta un ferro da stiro con caldaia.

Anche una volta superato il primo traumatico impatto, le cose per molti fanno fatica a migliorare. Stirare correttamente è un’arte nell’accezione rinascimentale del termine. Vale a dire che si tratta di un mestiere con una propria specificità, che necessita di tanta pratica e – per quanto possa suonare inappropriato – persino di un briciolo di talento.

Acquisire una manualità sufficiente a maneggiare con agilità un ferro da stiro con caldaia comporta un processo di apprendimento lungo, cui spesso non siamo disposti a sottostare. Per questo ci si accontenta spesso di stirare alla bell’e meglio, lasciando qualche piega o qualche grinza qua e là. Poco male finché si tratta di abiti casual – per i quali pieghe e grinze sono, sotto molti aspetti, parte della dotazione – e persino per alcuni abiti da lavoro, almeno in determinati contesti. Le cose cambiano quando siamo costretti – magari quella volta all’anno in cui non possiamo proprio farne a meno – a togliere l’abito buono dalla naftalina e stirare la camicia a corredo.

Un incubo casalingo ricorrente

Ecco, questo è forse l’incubo peggiore per chi non ama stirare. Lavorare una camicia con il ferro da stiro è forse l’operazione domestica più complicata che possa esistere, riparazioni elettriche e idrauliche fai da te a parte. Molti pensano che non esista via d’uscita, pertanto o si rassegnano a spendere soldi in tintoria per due colpi (ma ben assestati) di ferro da stiro, o si rassegnano per altro verso all’idea di fare da testimone al matrimonio del proprio migliore amico con una camicia che sembra un tratto di costa norvegese visto dal satellite.

L’alternativa più pratica, anche per i meno dotati nell’arte dello stiraggio, è seguire poche semplici regole per ottimizzare lo sforzo e i risultati. Tanti tutorial online forniscono una messe di istruzioni e consigli per far sembrare questa operazione molto più semplice di ciò che realmente è. Con maggiore realismo, ma anche con più garanzie di successo (o almeno di risultati dignitosi), attraverso una serie di passaggi abbastanza elementari possiamo trasformare questo antico vulnus di tanti casalinghi o casalinghe in un punto di forza.

Fase uno: preparativi

Intanto, bisogna assicurarsi che la camicia sia ben asciutta. Quindi trovarle un alloggiamento congruo dove collocarla, possibilmente appesa. Riempire il ferro da stiro con acqua (meglio se distillata) e accendere. Attendere il raggiungimento della temperatura corretta: per questa operazione, è sempre meglio controllare su Internet le temperature ottimali per ciascun tipo di tessuto, onde evitare di bruciarli. Infine, inamidare la camicia e collocarla sull’asse o sul ripiano da stiro.

Fase due: colletto e maniche

Si parte dal colletto: va aperto e stirato dai bordi verso il centro, per evitare che le punte si sollevino. Si stira prima il lato interno e poi l’esterno. Quindi si procede con le spalle, inserendo la punta dell’asse da stiro a turno nell’una e nell’altra manica della camicia, come se questa venisse indossata dall’asse stessa: il tessuto in tensione e la superficie rigida garantita dall’asse consentiranno un’agevole stiraggio delle spalle fin oltre l’incavo delle scapole. Per i polsini si procede come per il colletto: si sbottonano, si distendono e infine si stirano, prima l’interno e poi l’esterno. Infine si procede con le maniche, distese a turno lungo l’asse seguendo le cuciture e/o le pieghe del tessuto, stirando prima un lato e poi l’altro.

Fase tre: busto

La tecnica migliore per stirare uniformemente il busto è immaginarlo diviso in due metà: quella sinistra, dove solitamente sono collocate le asole, e quella destra dove si trovano i bottoni. Partendo dalla parte anteriore dell’indumento, bisogna stirare il tessuto dai fianchi verso il centro, partendo da sotto e descrivendo delle traiettorie dritte e uniformi, provvedendo a stirare sia l’esterno che, successivamente, l’interno. Una volta completata la metà con le asole, si deve girare l’indumento e stirare la schiena, sempre immaginando la camicia divisa a metà da una linea verticale (in genere le pieghe e le cuciture del tessuto possono aiutare in tal senso). Infine, la camicia va girata una terza volta per completare la stiratura sul davanti dalla parte dei bottoni, in maniera analoga a quanto fatto con l’altra metà.

Completamento dell’opera

A questo punto, la camicia è stirata. Non rimane che appenderla a un supporto adeguato per forma e dimensioni, avendo cura di chiudere il primo e il terzo bottone dall’alto. In questo modo, si eviterà che si formino delle pieghe, nell’attesa di indossarla per la prima volta senza il timore di apparire sciatti o trasandati.

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